Bimbo autistico rifiutato da scuole, interviene il ministero dell’Istruzione

Pubblicato il 20 marzo 2017 da redazione

LANCIANO (CHIETI). – Un bimbo autistico di dieci anni di Lanciano è stato rifiutato da tre scuole medie per l’iscrizione al prossimo anno scolastico: a denunciare la vicenda la mamma del ragazzino che si è rivolta al sindaco, Mario Pupillo, segnalando l’accaduto anche alla polizia. Sul caso si è attivato il ministero dell’Istruzione, provvedendo agli opportuni accertamenti tramite l’Ufficio Scolastico regionale, per far sì che sia al più presto trovata una soluzione perché “tutte le studentesse e gli studenti, a maggior ragione se in situazione di difficoltà, hanno diritto a frequentare serenamente la scuola dell’obbligo”.

In Sicilia, invece, è toccato a Eleonora, 18 anni, disabile, non riuscire ad andare più a scuola. La storia l’ha raccontata il padre della ragazza costretta a casa da 4 mesi perchè nell’istituto superiore Ugo Mursia di Carini, che lei ha frequentato fino a Natale, è stato interrotto il servizio di assistenza igienico-personale. In pratica non c’è chi possa accompagnare Eleonora, che è su una sedia a rotelle, in bagno o la aiuti a mangiare durante la ricreazione.

Per il bambino di Lanciano “domani – ha spiegato il sindaco Pupillo – ci sarà un incontro in Comune con la mamma e l’assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Lanciano, Giacinto Verna, per favorire un esito positivo della vicenda”.

“Abbiamo esteso l’invito anche ai dirigenti scolastici degli istituti coinvolti – ha aggiunto il sindaco – affinché vengano chiariti i contorni della vicenda raccontati dalla mamma del bambino, che mi ha informato della questione direttamente”.

“Auspichiamo una rapida soluzione della vicenda – ha concluso Pupillo – nell’unico e preminente interesse del bambino e del suo diritto allo studio”.

Secondo il racconto della madre del ragazzo tre delle quattro scuole medie lancianesi avrebbero rifiutato l’iscrizione del figlio, la più piccola perché non era in grado di prenderlo in carico, mentre le due più grandi si sarebbero giustificate con il fatto che avevano troppi alunni diversamente abili iscritti nelle prime classi e che non potevano prenderne altri, anche per rispettare i criteri dettati dai decreti ministeriali.

Per la deputata e responsabile nazionale Pd per l’infanzia e l’adolescenza, Vanna Iori, si tratta di una notizia “raccapricciante”: “si trovi una soluzione per assicurare a questo bambino il diritto all’istruzione”. Centemere(Fi) le vicende di Lanciano e Palermo”sono inaccettabili. La piena inclusione degli alunni con disabilità è il primo dovere di una scuola che voglia definirsi equa”.

Per Claudia Pratelli, responsabile scuola nazionale di Sinistra Italiana: “la verità è che in Italia sul terreno dell’integrazione abbiamo fatto giganteschi passi indietro. Si sono ridotte le risorse finanziarie e diminuite le ore di sostegno, rendendo così più difficile l’integrazione del bambino nella classe. Dopo i pesantissimi tagli del 2015 la dotazione organica a disposizione è totalmente insufficiente a garantire la funzionalità del servizio, mentre i bisogni di assistenza sono in costante crescita e modificano anche la qualità dell’attività lavorativa da svolgere”.

“Questa vicenda – aggiunge – fa emergere i limiti della delega presentata dal Governo sull’inclusione, che esclude le famiglie dalle decisioni e taglia di fatto gli organici dato che prevede di innalzare a 22 il numero di studenti per classe che accoglie studenti con disabilità. Tutti motivi per cui abbiamo dato parere negativo al provvedimento”.

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