Anche Renzi approva il Def. Intesa con Gentiloni

Gentiloni, Renzi e Mattarella.
Gentiloni, Renzi e Mattarella.

ROMA. – Matteo Renzi sottoscrive parola per parola le affermazioni di Paolo Gentiloni su una flessibilità “non solo possibile ma necessaria” ed è soddisfatto per la piega che si sta prendendo al Mef per la manovrina che risponda alla richiesta di una correzione dello 0,2% chiesta dall’Ue.

Le risorse, sono ormai certi i renziani, arriveranno dallo split payment che anche quest’anno ha trainato il gettito Iva e dai proventi della lotta all’evasione. Ma soprattutto l’ex premier avrebbe ottenuto di evitare l’aumento dell’Iva e delle accise sulla benzina, rincari che Renzi considerava inaccettabili.

L’andamento dei congressi dei circoli fa ben sperare l’ex leader dem sul suo ritorno, dopo le primarie del 30 aprile, alla guida del Pd. E la coincidenza tra la campagna congressuale e manovrina, che Gentiloni ha fissato per metà mese, accentua l’antica idiosincrasia dell’ex premier sull’aumento delle tasse.

Se poi si aggiunge che i falchi renziani non sono ancora convinti sul fatto che sia utile a fine legislatura – oggi c’era chi ipotizzava le elezioni politiche a luglio – si capisce perchè i fedelissimi dell’ex premier lavorano ai fianco del Mef per vigilare che il def e la correzione chiesta da Bruxelles non preveda nuove tasse per i cittadini.

Ma dopo le tensioni della scorsa settimana, smentite in realtà da Renzi stesso, sembra tornato il sereno con Pier Carlo Padoan. E la scelta anche linguistica di Gentiloni di rinominare il documento economico come Dec, un decreto di “correzione ma anche di crescita”, torna a sposare in pieno la filosofia economica dell’ex presidente del consiglio.

La prossima settimana il ministro dell’Economia incontrerà i gruppi parlamentari Pd ma, assicurano ai vertici del gruppo, “non ci sarà alcuna tensione”. La maggioranza dem sarebbe riuscita a convincere i tecnici del Mef che la correzione dell’0,2 per cento si può fare solo con le risorse dello split payment e della lotta all’evasione, “tutte misure – ricordano i renziani- che furono pensate da Gutgeld e non dal Mef”.

I “totem” di Renzi, l’Iva e le accise sulla benzina, non sarebbero toccati mentre, a quanto si apprende da fonti parlamentari, è ancora in discussione un aumento delle accise sulle sigarette.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)