Italiani in Venezuela, Amendola: “Impegno a tutto campo”

ROMA – Risorse assicurate per i prossimi tre anni, nessuna vendita o chiusura di beni demaniali all’estero in funzione, sostegno alle comunità maggiormente in difficoltà, in particolare in Gran Bretagna nella gestione del post Brexit e in Venezuela, su cui il governo è impegnato a tutto campo. Il governo italiano non abbandona i circa 4 milioni di italiani che vivono all’estero. E’ questo in sintesi il messaggio lanciato dal sottosegretario agli Affari Esteri con delega per gli Italiani all’estero, Vincenzo Amendola, aprendo i lavori dell’Assemblea Plenaria del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), in corso fino a venerdì alla Farnesina.
Molti i punti all’ordine del giorno nell’incontro annuale dell’organo di consulenza di governo e Parlamento sui maggiori temi che interessano gli italiani che vivono al di fuori dei confini nazionali: dalla riforma del funzionamento dei tre livelli di rappresentanza degli italiani all’estero – Comites, Cgie e italiani eletti all’estero – al sistema di voto dei cittadini espatriati; dalla valorizzazione del patrimonio culturale e della lingua italiana, al sistema di welfare alla vendita dei beni demaniali in ottica di spending review. ‘
– La promozione della cultura e della lingua italiana all’estero – ha detto Amendola aprendo la relazione del governo – è un punto strategico della politica estera italiana.
Per il triennio 2017-2020, grazie al fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiana all’estero sul tavolo ci sono 150 milioni. Anche gli stanziamenti relativi ai Comites (Comitati eletti dai cittadini all’estero) previsti per questo esercizio finanziario è di circa 1,2 milioni e confermo l’impegno del governo per conseguire spese aggiuntive nel corso dell’anno”.
L’esecutivo tranquillizza anche sulla vendita dei beni demaniali: ‘
– Non venderemo nessun consolato, nessun Istituto di Cultura o immobili di proprietà demaniale con annessa cessazione di funzioni.
Altro nodo, è quello legato alla riforma degli organismi di rappresentanza degli italiani all’estero e del sistema di voto per i residenti all’estero, su cui il governo attende proposte da parte del Cgie da Comites da sottoporre al Parlamento. Molto critica la relazione del segretario generale del Comitato di Presidenza del Cgie, Michele Schiavone.
– Il registro nei confronti degli italiani all’estero e agli organi che li rappresentano deve cambiare o consegneremo le chiavi degli uffici – ha detto aprendo il suo intervento -. Nella finanziaria – fa sapere – ci sono stati tagli duri nei confronti degli italiani all’estero. Il futuro delle comunità all’estero è a rischio. Serve – conclude – un intervento e un sostegno del Parlamento del governo. Non ci sono alternative.