Venezuela, Procuratrice Ortega Díaz: “Rotto l’ordine costituzionale”

Pubblicato il 31 marzo 2017 da redazione

CARACAS – Qualcosa si è rotto. L’unità granitica del blocco governativo ha cominciato a mostrare le prime crepe. La Procuratrice Generale del Venezuela, Luisa Ortega Diaz, nel commentare le sentenze con le quali la Corte ha usurpato i poteri del parlamento, ha sostenuto che costituiscono “una rottura dell’ordine costituzionale”.
– In queste sentenze – ha detto durante la presentazione del bilancio della sua gestione a capo dell’organismo durante il 2016 – si evidenziano varie violazioni dell’ ordine costituzionale, così come il disconoscimento della forma di Stato consacrata dalla nostra Costituzione.
Parole scelte con prudenza, facendo molta attenzione a non impiegare l’espressione “Colpo di Stato”. Alla fine, peró, le sue dichiarazioni non possono avere altra interpretazione.
Ortega, indirettamente, ha anche riconosciuto che è in atto uno scontro tra poteri e ha auspicato che in Venezuela “si scelga di imboccare percorsi democratici che, nel rispetto della Costituzione, rendano possibile un clima di rispetto e di riscatto del pluralismo”.
– Bisogna dibattere in modo democratico – ha detto -, rispettando le differenze, trovare il cammino istituzionale che garantisca la pace e superare gli ostacoli che impediscono attualmente di assicurare alla nostra popolazione la qualità di vita che giustamente reclama”, ha sottolineato Ortega.
Le dichiarazioni della Procuratrice hanno innescato una reazione a catena. Alcuni esponenti del “chavismo” hanno coinciso nella sua interpretazione delle sentenze del Tsj. E rappresentanti dell’Opposizione, in primis il presidente del Parlamento Julio Borges, l’hanno applaudita.
Intanto, a livello internazionale, le reazioni alle sentenze della Corte che usurpa il ruolo del Parlamento, cancella l’immunità parlamentare e conferisce al presidente Maduro pieni poteri non si sono fatte attendere.
Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, ha denunciato preoccupato “le recenti sentenze della Corte Suprema del Venezuela che sono contrarie alla democrazia e violano il principio della separazione dei poteri”.
– Oggi – ha detto Tajani – è un giorno molto triste per la democrazia. Da alcuni anni, l’America Latina sta vivendo dei cambiamenti molto importanti e positivi, tuttavia, siamo preoccupati che il Venezuela stia facendo dei passi indietro e non rispetti i principi cardine della democrazia. Chiediamo – ha aggiunto il Presidente del Parlamento europeo – il rispetto dei principi democratici, dei diritti umani, della separazione dei poteri, come sancito dalla Costituzione venezuelana: un Paese democratico rispetta la propria Costituzione. Il Parlamento europeo difenderà sempre il rispetto dei diritti umani, della democrazia e dello Stato di diritto dentro e fuori l’Ue
Tajani si è comunicato con il Presidente dell’Assemblea Nazionale, Julio Borges, e ha garantito sostegno del Parlamento europeo. Il presidente dell’Europarlamento, poi, ha invitato i leader dei gruppi politici ad organizzare un dibattito sulla “grave situazione in Venezuela” durante la prossima seduta plenaria a Strasburgo.
Anche l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Zeid Raad Al Hussein, ha chiesto all’alta corte del Venezuela di “riconsiderare” le sentenze con le quali ha assunto i poteri che la Costituzione attribuisce all’Assemblea Nazionale, cioè al parlamento.
“Esorto con forza la Corte Suprema a riconsiderare le sue decisioni, in quanto la separazione dei poteri è un fattore fondamentale per il funzionamento di una democrazia” ha affermato Zeid in un comunicato ufficiale. L’esponente dell’Onu ha denunciato, poi, “le continue restrizioni alla libertà di movimento, di associazione, di espressione e di protesta pacifica” nel Paese.
Dura la presa di posizione della Germania che ha accusato il presidente Maduro di tenere in ostaggio la popolazione nella sua lotta con il parlamento. Il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, ha chiesto al Venezuela di “ritornare fedele ai principi democratici e alla separazione dei poteri” e ha giudicato “intollerabile come il presidente Maduro renda la popolazione del suo Paese ostaggio delle sue ambizioni di potere”.
Non meno critico il Brasile che ha proposto l’espulsione definitiva del Venezuela dal Mercosur. La proposta sarà avanzata dal ministro degli Esteri di Brasilia, Aloysio Nunes Ferreira, in occasione della riunione dell’organismo d’integrazione.
Anche il presidente argentino Mauricio Macri ha espresso profonda “preoccupazione” per la sentenza della Corte e le sue conseguenze. Non è mancato l’appello a favore della “ricomposizione dell’ordine democratico.
Dal canto suo, il segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Luis Almagro, ha denunciato che a Caracas è in atto un “autocolpo di Stato perpetrato dal regime venezuelano contro l’Assemblea Nazionale”.
“Ciò che avevamo previsto si è verificato – ha affermato categorico in un comunicato la Corte ha emesso due decisioni in cui si toglie l’immunità parlamentare ai deputati dell’Assemblea e, in palese contraddizione con le disposizioni della Costituzione, questo organismo si attribuisce le funzioni del Parlamento”.
Il segretario dell’Osa ha invitato i leader del continente a reagire a quanto avviene in Venezuela. “Assumersi la responsabilità del ristabilimento della democrazia – ha sottolineato nel comunicato – è un lavoro per tutti: è ora di lavorare uniti in questo emisfero”

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