Corea del Nord lancia un altro missile. Usa: “Il tempo sta per scadere”

WASHINGTON. – La Corea del nord lancia un altro missile balistico a medio raggio nel Mar del Giappone, una nuova provocazione alla vigilia del primo faccia a faccia tra Donald Trump e il presidente cinese Xi Jinping, che sarà ospite domani e dopodomani nella residenza del tycoon a Mar-a-Lago, in Florida. La sfida fa salire la tensione trasformando l’imminente meeting in un test cruciale per le relazioni bilaterali ma anche per la stabilità della regione.

“La Corea del nord è un altro grande problema, sarebbe stato molto più facile per me se fosse stato affrontato anni fa, ma ora è una responsabilità mia”, ha detto Trump nella conferenza stampa alla Casa Bianca con il re giordano, dopo aver criticato l’amministrazione Obama per la sua debolezza anche sulla Siria.

“Gli Stati Uniti hanno già parlato abbastanza e non abbiamo altri commenti da fare”, aveva ammonito poco prima il segretario di Stato Rex Tillerson in una dichiarazione tanto laconica quanto minacciosa. “Il tempo sta per scadere e tutte le opzioni restano sul tavolo”, ha poi ricordato un dirigente della Casa Bianca.

“A Pechino – ha aggiunto – sarà chiesto di usare la sua leva economica per fermare le ambizioni nucleari di Pyongyang. La Cina ha una grande influenza sulla Corea del Nord e potrà decidere se aiutarci o meno. Se deciderà di farlo sarà un bene per la Cina. In caso contrario, non sarà un bene per nessuno”, ha concluso la fonte. Trump ha già paventato una azione unilaterale.

Finora la Cina ha lasciato intendere di non avere un’influenza tale da poter cambiare il corso delle cose ma Trump, come molti, è convinto del contrario. Tra le opzioni al vaglio dell’amministrazione Usa, sanzioni economiche, anche contro entità cinesi che fanno affari con la Corea del Nord, attacchi informatici e azioni militari. Washington ha già dispiegato in Corea del sud il ‘Thaad’, il sofisticato sistema antimissili che la Cina vede come una minaccia e che ha già chiesto di ritirare.

L’ultimo razzo, un Kn-15 made in Corea del nord, sembra una versione terrestre di quelli lanciati da sottomarini. E’ rimasto in aria solo 9 minuti percorrendo 40 miglia e “non ha posto alcuna minaccia al Nord America”, secondo il comando Usa del pacifico. Ma sembra aver utilizzato combustibile solido, cosa che lo rende più veloce e quindi meno rintracciabile dai radar.

Il test suggerisce inoltre che la Corea del nord stia cercando di lanciare i suoi missili a medio raggio in modo più facile ed economico, teoricamente anche da un camion. Ma a preoccupare è il più ampio programma missilistico intercontinentale e nucleare, con l’obiettivo dichiarato di sviluppare missili capaci di raggiungere gli Usa.

Nel vertice di Mar-a-Lago sono quindi in gioco gli equilibri geopolitici della regione, minacciata anche dalla crescente presenza militare di Pechino nel conteso Mar cinese meridionale, altro dossier spinoso sul tavolo. Insieme a quello dei rapporti commerciali: sugli Usa pesano un deficit enorme e lo yen debole. Trump ha minacciato di imporre dazi del 35% e di definire la Cina come “manipolatore di valuta”.

Sarà un incontro “molto difficile”, ha profetizzato il tycoon in un tweet dei giorni scorsi. Ma nessuno dei due paesi, che insieme rappresentano il 40% dell’economia globale, può permettersi un deterioramento dei rapporti, tanto più in un momento in cui entrambi devono fronteggiare problemi interni e internazionali. Per ora tuttavia l’unica certezza è che i due leader non giocheranno a golf.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)