Venezuela, il Governo alle strette “ghettizza” la protesta

Pubblicato il 10 aprile 2017 da Mauro Bafile

 

La “ghettizzazione” della protesta. Un muro invalicabile per chi si oppone al governo e a ciò che esso rappresenta. Una “Linea Maginot” ipotetica divide l’Est della capitale dall’Ovest. E’ quanto salta alla vista dopo aver assistito alla protesta dei giorni scorsi. Le maggiori arterie della città, e non solo quelle, sono state bloccate dai mezzi blindati della Polizia Bolivariana e della Guardia Nazionale. Dietro ad essi, in prima fila gli agenti della Polizia Nazionale Bolivariana in tenuta antisommossa, per lo più giovani armati solo di scudo, manganello, gas lacrimogeno e bombolette di gas Oc (sostanza che è utilizzata principalmente negli spray per la difesa personale). Nei loro occhi, come in quelli dei manifestanti nelle prime file, si potevano leggere paura e nervosismo. Immediatamente dopo, i membri della Guardia Nazionale, anch’essi angosciati e inquieti e anch’essi molto giovani e armati solo di scudo, manganello, gas lacrimogeno e bombolette di gas Oc. Per concludere, i “colectivos”, quelli sì armati e impazienti di intervenire. Andavano e venivano con le loro moto come il pendolo di un orologio a cucù.

 

Il corteo di protesta, ancora una volta, non è riuscito a raggiungere la sede della “Defensoria del Pueblo”. Non è riuscito a superare la “Linea Maginot” creata dai “chavistas”. I manifestanti sono stati allontanati con la violenza di sempre. E, come sempre, alla fine della giornata il bilancio è stato assai pesante. Tanti i feriti, numerosi gli arresti. L’Ovest resta “off limit” per le proteste del Tavolo dell’Unità Democratica. Ma questa volta a soffrire le conseguenze delle misure preventive, adottate dalle forze dell’Ordine, sono stati tutti i cittadini. Per alcune ore è stato il caos. Dall’Ovest nessuno è potuto passare a Est e viceversa. Tutti ci siamo sentiti in un “ghetto”. Segregati, soffocati, repressi anche senza partecipare alle manifestazioni dell’Opposizione e dei sostenitori del governo.

Il paese politico, così, mostra in tutta la sua drammaticità il baratro che divide governo e Opposizione. Nessuno pare abbia interesse a costruire ponti. A rendere ancora più profondo l’abisso, la sentenza del Controllore che ha condannato all’interdizione dai pubblici uffici per 15 anni Henrique Capriles Radonski, uno dei leader con maggior carisma nell’Opposizione.

Henrique Capriles Radonski, leader del Tavolo dell’Unità Democratica e Governatore dello Stato Miranda

 

La proibizione imposta a Capriles Radonski rappresenta un duro colpo per l’Opposizione. E non si scarta che nei prossimi giorni possano esserci ordini di arresto per alcuni dei leader che hanno guidato la protesta. Non importa se protetti dall’immunità parlamentare. L’Obiettivo potrebbe essere quello di demoralizzare l’Opposizione e privarla dei suoi leader. La propaganda ufficiale, trasmessa attraverso i numerosi mass-media proprietà dello Stato o comunque acquistati dai simpatizzanti del governo, farebbe il resto. All’Opposizione, per difendersi dalle accuse, resterebbero solo i pochi giornali e radio ancora indipendenti, le reti sociali e la solidarietà internazionale.

Nonostante ciò, il Tavolo dell’Unità Democratica pare aver trovato nuovo ossigeno. Le sentenze 155 e 156, attraverso le quali l’Alta Corte consegnava al presidente Maduro poteri pressoché illimitati e usurpava il ruolo del Parlamento, hanno creato attorno all’Assemblea Nazionale una rete di solidarietà internazionale. L’Argentina di Macrì, L’Uruguay di Tabarez, il Chile della Bachelet, il Brasile di Temer, la Colombia di Santos, solo per nominarne alcuni, hanno condannato la decisione del Tribunale Supremo di Giustizia, esortato il governo a desistere dall’atteggiamento autoritario che tanto danno fa al sistema democratico e, dopo la decisione del Controllore, chiesto la sospensione dell’interdizione ai pubblici uffici imposta a Capriles Radonski.

Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro

 

Dopo la protesta di sabato, il presidente della Repubblica, nel suo programma “Domingo con Maduro” trasmesso dalla televisione di stato VTV, ha detto di desiderare ardentemente la realizzazione, quanto prima meglio, delle elezioni regionali. Ha assicurato categorico che l’Opposizione ne uscirà sconfitta. Insomma, come dice un motto locale, “con las tablas en la cabeza”. Gli esperti in materia, al contrario, stimano che la realizzazione di elezioni regionali sia poco probabile, almeno nel 2017. E che comunque porrebbe il Governo in situazione di estrema debolezza, poiché tutti i sondaggi gli sono avversi. Ritengono che proprio il timore a una sconfitta abbia consigliato Governo e Psuv a temporeggiare, in attesa di tempi migliori. A loro avviso, il processo di legalizzazione dei partiti politici che non hanno partecipato alle ultime elezioni, deciso dal Consiglio Nazionale Elettorale, non solo è un requisito imposto dalla Legge ma, soprattutto un escamotage per guadagnare tempo. E, nel caso fosse necessario, dichiarare che i partiti dell’Opposizione – leggasi Acción Democrática, Primero Justicia, Un Nuevo Tiempo y Voluntad Popular, tra gli altri – non hanno raggiunto il numero sufficiente di firme richieste per la loro legittimazione. Pende poi, sul Tavolo dell’Unità Democratica, la spada di Damocle rappresentata dalla denuncia di frode posta dal Psuv. La Corte non si è ancora pronunciata. Ma potrebbe farlo dando ragione ai querelanti. Senza partiti politici e con il Tavolo dell’Unità fuori gioco, il presidente Maduro avrebbe il cammino aperto verso un trionfo elettorale, emulando quanto fatto in Nicaragua.

Tribunale Supremo di Giustizia

 

Per il 19 aprile è stata indetta una grande manifestazione nazionale, l’Opposizione spera che questa possa indebolire ulteriormente il governo, almeno nell’ambito internazionale. E’ probabile che la repressione sia ancora più violenta. Nessuno può escludere che il governo, messo alle strette, decida di agire con maggior severità. Insomma, che prendendo come pretesto la pace e l’ordine pubblico, decreti la sospensione delle garanzie costituzionali o, addirittura, il coprifuoco, come fece l’estinto presidente Carlos Andrés Pérez all’indomani del Caracazo. Sarebbe senz’altro una mossa estrema, applaudita dall’ala radicale del Psuv ma non dalla crescente frangia dissidente. Una tale decisione, quindi, potrebbe approfondire ancor più le divisioni interne nel “chavismo”. Certo, in questo caso, come fanno notare gli analisti più seri, si entra nell’ambito della speculazione e dell’immaginario anche se non dell’impossibile.

Mauro Bafile

Ultima ora

04:34Ivanka Trump dovra’ deporre in causa marchio italiano scarpe

NEW YORK - Ivanka Trump dovra' testimoniare nella causa che l'azienda calzaturiera fiorentina Aquazzurra ha fatto alla Marc Fisher Holdings, la societa' che produce per Ivanka una lussuosa e costosissima linea di scarpe. Lo ha stabilito il giudice federale di New York Katherine Forrest, precisando che la figlia del presidente dovra' rispondere a delle domande in una deposizione che non durera' piu' di due ore e si terra' a Washington, se questa e' la preferenza di Ivanka. La causa era stata avviata da Aquazzurra esattamente un anno fa, il 24 giugno 2016. L'azienda italiana sostiene che il modello ''Hettie'' prodotto dal marchio della figlia di Donald Trump e' una copia del suo ''Wild Thing'', e aggiunge che quasi ogni dettaglio della sua calzatura e' stato plagiato.

04:30Affondo del Nyt, pubblica ‘tutte le bugie di Trump’

NEW YORK - 'The liar in chief', un bugiardo al comando. Il New York Times ha catalogato in maniera dettagliata tutte le ''palesi bugie'' che Donald Trump ha detto dal giorno del suo giuramento ed insediamento alla Casa Bianca: una al giorno - si sottolinea - nei primi 40 giorni. Non scordando come l'ascesa politica del tycoon e' stata costruita proprio su una bugia: Barack Obama non e' nato in America. Quella di Trump viene definita una situazione ''senza precedenti per un presidente degli Stati Uniti''. Perche' se tutti i presidente hanno sempre cercato di nascondere qualche verita' - scrive il Nyt - ''nessun altro presidente ha cercato di creare un'atmosfera nella quale la verita' diventa irrilevante''.

04:17Incendio Londra: procede sgombero Camden, rabbia e paura

LONDRA - Sta procedendo lo sgombero dalle cinque torri di Camden, nel nord di Londra, dopo la decisione del consiglio comunale di evacuare i residenti per evitare pericoli legati alla presenza di rivestimenti a rischio incendio dopo la tragedia della Grenfell Tower. Tra le persone che stanno lasciando gli 800 appartamenti prevalgono la rabbia e la paura. Michelle Urquhart ha detto di essere arrabbiata perché fino a giovedì sembrava che la situazione potesse essere gestita senza ricorrere all'evacuazione. Invece ieri la decisione di liberare le torri e di ospitare i residenti in alloggi temporanei.

01:07Arabia Saudita: ‘Sventato attentato a Grande Moschea Mecca’

(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Le autorità saudite hanno annunciato venerdì di aver sventato un'"azione terroristica imminente" che aveva come obiettivo la Grande Moschea della Mecca. Lo riferisce al Jazira. In un comunicato del ministro dell'interno si afferma che un uomo che progettava di attaccare la moschea si è fatto esplodere quando le forze di sicurezza hanno circondato la casa alla Mecca dove si era nascosto. Almeno 11 persone, tra cui cinque agenti di polizia, sono rimasti feriti nel crollo dell'edificio a tre piani dove l'uomo si era barricato.

00:14Calcio: all’Inter la Supercoppa Under 17

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Dopo il successo tricolore del Milan fra gli Under 16, festeggia anche la sponda della città interista con la vittoria della Supercoppa Under 17: a Cesenatico, infatti, i nerazzurri si sono imposti per 3-0 sul Como. Reti nel primo tempo di Vergani e nella ripresa di Demirovich (doppietta). Anche su questo campo, prima della partita, è stato osservato un minuto di silenzio in omaggio al vicepresidente del Settore giovanile e scolastico della Figc Fabio Bresci, scomparso due giorni fa.

23:59Vaccini: Pisa, migliaia in corteo contro obbligo

(ANSA) - PISA, 23 GIU - Migliaia di persone stanno partecipando a Pisa ad una fiaccolata contro la vaccinazione obbligatoria. Il corteo sta attraversando pacificamente le principali vie del centro cittadino aperto da un grande striscione sul quale è scritto: "Con la salute non si scherza. Libertà di scelta e sicurezza". Al corteo, senza alcuna insegna di partiti politici, partecipano almeno duemila persone che scandiscono lo slogan "libertà, libertà" e tra loro sono presenti molte famiglie con bambini. La manifestazione è assolutamente pacifica anche se ha letteralmente invaso il centro storico sostituendosi di fatto al consueto affollamento di giovani che animano la movida pisana. (ANSA).

23:38Calcio: Europei U.21, il Portogallo vince ma non basta

(ANSA) - ROMA, 23 GIU - Il Portogallo supera 4-2 la Macedonia nella terza e ultima giornata del gruppo B degli Europei Under 21, ma non riesce a rimanere in gioco per il posto in semifinale riservato alla miglior seconda classificata: c'è infatti già almeno una squadra, la Slovacchia (gruppo A), con una miglior differenza reti dei lusitani. A Gdynia, reti portoghesi di Edgar Ié (2' pt), Bruma (22' pt e 47' st) e Podence (12' st); macedoni di Bardi (40' pt) e Markoski (35' st). Nell'altra gara odierna, a Bydgoszcz, la Spagna già qualificata (insieme all'Inghilterra dal gruppo A) ha battuto anche la Serbia 1-0 (38' pt Suarez) concludendo il girone a punteggio pieno (Spagna 9; Portogallo 6; Serbia e Macedonia 1). La fase a gironi si conclude domani con le partite del gruppo C: Repubblica ceca-Danimarca e Italia-Germania.

Archivio Ultima ora