Champions, Allegri: “Juve senza paura, Barça ha debolezze”

Pubblicato il 10 aprile 2017 da ansa

Champions, andata Quarti: Juventus-Barcellona (elaborazione)

TORINO. – La strada che porta alla semifinale di Champions si costruisce con “grande serenità, rispetto per l’avversario, ma anche con la consapevolezza di poter passare il turno, altrimenti non ce la faremo”. Faccia tosta e fiducia nei propri mezzi sono i tasselli su cui la Juve vuole poggiare l’impresa contro il Barcellona: Massimiliano Allegri affronta la doppia sfida senza timori reverenziali:

“I quattro davanti giocano tutti, non vedo perché si debba rinunciare in un quarto di finale – è il punto di vista del tecnico bianconero -, due partite bellissime da giocare con convinzione”.

Oltre che con un occhio di riguardo per il tridente dei blaugrana, “che garantisce gol ad ogni partita”: nessuna invidia, però, anche la Juventus – spiega il tecnico bianconero – ha “giocatori importanti in avanti, è una squadra forte che sta facendo grandi cose e che in Champions è cresciuta in autostima e consapevolezza”.

L’andata si gioca allo Juventus Stadium, imbattuto in Europa da quattro anni: “Domani sarà una partita equilibrata, quando giochi in casa la prima è bello non prendere gol, ma domani sarà difficile, quindi dovremo giocare per segnare”.

Stando attenti alle “grandi qualità offensive del Barcellona”, ma cercando di sfruttare “i punti deboli a livello difensivo, puntando sulle debolezze avversarie, l’unico modo per poter andare avanti, perché non si può pensare, affrontando il Barcellona, di fare due 0-0 e passare ai rigori”.

Allegri conosce bene il Barcellona, “avendolo affrontato nove volte” tra Milan e Juventus: l’ultima il ko per 3-1 a Berlino costò il successo nella finale di Champions League. “Il Barcellona continua ad essere fortissimo con Messi, Neymar e Suarez, oltre a Busquets, a Iniesta, che credo sia ancora uno dei centrocampisti più forti al mondo insieme a Mascherano, a Piquè”, dimostrando che, a differenza della Juventus, “il Barça ha cambiato poco rispetto a quella finale”.

Unico dubbio della Juve sulla fascia sinistra, con Alex Sandro in ballottaggio con Asamoah, mentre in attacco saranno ancora Higuain e Dybala a cercare di inventare: “Paulo ha caratteristiche diverse da Messi, che rimane il numero uno al mondo. Dybala è giovane, credo che lui e Neymar potranno essere i due più bravi nel prossimo futuro”.

Una sfida che vale una finale, ancora di più se in campo c’è la Juventus, che quando ha passato i quarti di finale si è sempre ritrovata a giocarsi la vittoria finale: “Sì, diciamo che la semifinale la passo agevolmente di solito – sorride Buffon – Il problema è la finale e il quarto di finale…”.

Solo il tempo potrà dire se questa è la volta buona, ma la determinazione è certamente quella giusta: “Sono 22 anni che spero e penso che sia l’anno giusto – aggiunge il portiere della Juventus e della Nazionale – Come è giusto che sia, per i giocatori e per determinate società, è bello sentire una certa fiducia e una positività per l’obiettivo che ti sei prefisso, anche se questo ragionamento lo fa qualsiasi altro giocatore che gioca in una grandissima squadra. Alcune volte gli avversari sono più bravi e come può essere capitato a noi due anni fa in finale con il Barcellona, purtroppo ti dispiace perdere, ma lo devi accettare e fare i complimenti agli altri”.

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