Ocse, Italia quinta per le tasse sui salari

ROMA. – L’Italia si conferma tra i paesi con la tassazione più alta sul lavoro dipendente: nel 2016 – secondo il “Rapporto Taxing Wages” pubblicato dall’Ocse, il cuneo fiscale ha pesato sul costo del lavoro per un dipendente single senza figli per il 47,8%, al quinto posto nell’area e quasi 12 punti sopra la media dei paesi più sviluppati (36%).

Va ancora peggio per le famiglie composte da una coppia monoreddito con due figli per le quali le tasse e i contributi sociali totali pesano per il 38,6% del costo del lavoro, il terzo dato più alto nell’area Ocse. Nella maggior parte dei Paesi, infatti, sono previsti benefici nel caso di famiglie con un solo stipendio che hanno figli riducendo l’impatto della tassazione.

Il Paese nel quale la tassazione per i single è più alta è il Belgio (54%) anche se in calo rispetto al 55,3% del 2015 (in Italia c’è stato un calo di appena 0,1 punti per le famiglie e di 0,08 per i single); davanti a noi anche Germania, Ungheria e Francia. Il Paese dove invece il cuneo fiscale sul lavoro dipendente è più basso è il Cile (7%) ma tra i Paesi meno esosi c’è anche la Svizzera (9,1% per le famiglie con due figli).

Fra i ‘big’ il Giappone ha un cuneo del 32,4%, gli Stati Uniti del 31,7% e la Gran Bretagna del 30,8%, tutti ben sotto la media Ocse appunto del 36%.

Il costo del lavoro medio per un lavoratore single senza figli in Italia è a 55.609 dollari, maggiore della media Ocse ferma a 50.214 ma quando si va a guardare il reddito netto in busta paga il valore, a causa del cuneo al 47,8%, crolla a 29.045 dollari, un valore più basso rispetto alla media Ocse (31.607). I paperoni sono i dipendenti svizzeri con oltre 58.000 dollari netti (da 74.439 di costo del lavoro).

Per le famiglie con due figli il costo del lavoro in media in Italia è di 73.960 dollari, superiore a quella Ocse. Se si guarda però al reddito netto per il lavoratore l’Italia scende in media a 45.592 dollari scivolando sotto la media Ocse (47.486 dollari).

“Il sistema – dice la leader Cgil, Susanna Camusso, – pesa molto sui redditi dei dipendenti e poco sul patrimonio. Bisogna allungare la coperta”.

E’ di pochi giorni fa il richiamo della Corte dei Conti che sottolineava come il cuneo fiscale dell’Italia fosse 10 punti percentuali sopra la media europea, mentre il Governo studia la riduzione dell’impatto fiscale per i giovani lavoratori, si pensa ai neoassunti a tempo indeterminato limitato ai giovani under 35 che entrano nel mercato del lavoro e quindi solo per il primo impiego stabile.

(Di Alessia Tagliacozzo/ANSA)

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