Cosa prevede l’ultimo anno del Governo, nel Def taglio del cuneo alle fasce deboli

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ed il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan (D) in una foto d'archivio. ANSA/ US/ PALAZZO CHIGI / TIBERIO BARCHIELLI
Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni ed il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan (D) in una foto d’archivio. ANSA/ US/ PALAZZO CHIGI / TIBERIO BARCHIELLI

ROMA. – Avanti con la spending review, con la riduzione del debito, e con il sostegno alle fasce più deboli, sia attraverso un taglio del cuneo fiscale mirato a donne e giovani sia con l’arrivo del nuovo reddito di inclusione. Sono alcuni degli obiettivi prioritari che il governo ha messo nero su bianco nel Documento di economia e Finanza, che traccia la strategia di politica economica per percorrere l’ultimo ‘miglio’, di qui alla fine della legislatura.

Con il Def si delinea “un’economia che continua a crescere e una finanza pubblica che continua ad aggiustarsi pur in un contesto internazionale difficile”, ha ribadito Padoan, sottolineando che una mano al buon andamento dell’economia arriverà anche grazie alla ‘manovrina’ di correzione dei conti, che dispiegherà i suoi effetti anche nei prossimi anni vista la natura ‘strutturale’ degli interventi (lasciando una ‘dote’ per il 2018 da 5,1 miliardi), e che contiene, tra l’altro anche un rafforzamento del programma ‘finanza per la crescita’.

Ecco in sintesi i principali obiettivi del Def e della manovra, ancora in via di stesura definitiva:

VIA L’IRPEF, IMPEGNO PER TAGLIO CUNEO A FASCE DEBOLI: scompare il calo dell’Irpef dal cronoprogramma delle riforme che il precedente governo puntava a realizzare entro la legislatura. Il nuovo Pnr indica ora come “cruciale il taglio del cuneo fiscale per ridurre il costo del lavoro e aumentare parallelamente il reddito disponibile dei lavoratori”. Quello che viene definito un “importante sforzo di incentivo mirato” si concentrerà sul “taglio dei contributi sociali, iniziando dalle fasce più deboli (giovani e donne)”. Avanti anche il nuovo reddito di inclusione, che partirà da una copertura per 400mila famiglie con minori, 1,8 milioni di persone.

PER CALO DEBITO ANCHE RIFORMA CONCESSIONI: Privatizzazioni, dismissioni del patrimonio immobiliare ma anche riforma delle concessioni. Sono le ‘voci’ che il governo punta a mettere in campo tra il 2017 e il 2020 per il “rafforzamento della strategia di riduzione del debito”. Tra gli interventi si prevede anche la “realizzazione di un piano triennale di valorizzazione degli asset strategici”. Il target è stato però abbassato dallo 0,5% annuo del Pil allo 0,3% (circa 5 miliardi).

PRIORITA’ OK RAPIDO DDL CONCORRENZA, POI NUOVO STRUMENTO: per il governo è “imprescindibile” il via libera rapido al ddl concorrenza, in Parlamento da 2 anni, perché “aprire al mercato diversi settori” è tra le priorità. Altrettanto rapidamente andrà poi definito lo strumento più “appropriato” a cui “affidare i prossimi passi in materia di liberalizzazioni”. La prossima legge sulla concorrenza dovrebbe arrivare per decreto.

PER CATASTO SOLO AGGIORNAMENTO, SENZA AUMENTI TASSE: altro proposito quello di proseguire la “razionalizzazione delle spese fiscali” facendo attenzione, però, a non aumentare la pressione fiscale e a non intaccare l’equità del sistema”. Per il catasto, abbandonata l’idea di una riforma complessiva, si proseguirà con “l’aggiornamento del patrimonio informativo catastale al fine di consentire una valutazione più equa degli immobili”.

FOCUS PROGRESSIVITA’ PER REVISIONI SCONTI FISCO: la razionalizzazione potrebbe finalmente toccare anche alle cosiddette tax expenditures, i 444 sconti fiscali censiti dall’apposita commissione. Da lì si partirà per “rimodulare in maniera razionale le spese fiscali preservando gli effetti di progressività delle misure”.

NUOVA SPENDING MINISTERI, DA 2018 1 MILIARDO L’ANNO: come previsto dalla riforma del bilancio, il Def indica già ora l’obiettivo minimo di riduzione della spesa che dovranno attuare le amministrazioni centrali. Dal prossimo anno il contributo dovrà essere di 1 miliardo l’anno. Secondo la nuova procedura un dpcm che dovrebbe arrivare entro maggio indicherà la suddivisione dei tagli che però saranno mirati, visto che poi toccherà ai singoli ministeri indicare come intendono raggiungere il proprio obiettivo.

PIU’ RISORSE PER EFFICIENZA GIUSTIZIA: nei prossimi mesi l’esecutivo proseguirà l’attuazione delle misure di riforma della giustizia già avviate”, dal processo penale alla prescrizione, e “verranno incrementate le risorse a disposizione dell’amministrazione giudiziaria”.

SPINTA A QUOTAZIONE PMI, SI PUNTA SU START UP: con la manovra intanto si prosegue il rafforzamento degli interventi avviati da qualche anno nella cornice ‘finance for growth’. In arrivo, tra l’altro il potenziamento degli incentivi alle quotazioni con riferimento alle piccole e medie imprese (equitycrowfunding) e l’estensione temporale delle agevolazioni per le start-up innovative.