Assad: “L’attacco con le armi chimiche è un’invenzione”

Pubblicato il 13 aprile 2017 da ansa

(DigitalGlobe via AP)

BEIRUT. – Per la prima volta dal presunto attacco governativo siriano con armi chimiche nella zona di Idlib nel quale sono morti decine di civili tra cui donne e bambini, il presidente Bashar al Assad esce allo scoperto, sostenendo che la vicenda “è artefatta al 100%” e assicurando che le forze siriane “non possiedono più armi chimiche”. Questo contrasta con quanto riferito dalla Cnn americana, secondo cui il governo Usa ha invece intercettato comunicazioni di militari siriani ed esperti circa la preparazione per l’attacco su Khan Sheikhun.

Dal canto suo, Assad ha affermato che il conseguente attacco missilistico americano giovedì scorso su una base governativa nella Siria centrale “non ha ridotto” la potenza di fuoco delle forze governative.

Sempre nella guerra di informazione sulle vicende siriane, l’agenzia governativa Sana ha diffuso una notizia – ancora non confermata – della morte di “centinaia di persone, tra cui molti civili” per un bombardamento della Coalizione anti-Isis a guida Usa “su un deposito di armi chimiche dello Stato islamico” nell’est del paese.

La Sana ha citato un comunicato dello Stato maggiore delle forze armate di Damasco, secondo cui “molte persone sono morte soffocate per l’inalazione di gas tossici”. Il raid – ha riferito ancora la Sana – è avvenuto ieri tra le 17.30 e le 17.50. Secondo la nota dello Stato maggiore delle forze armate siriane, “il deposito di sostanze velenose” colpito era a Hatla, ad est di Dayr az Zor, nell’omonima regione confinante con l’Iraq.

Prima dell’avvento dello Stato islamico nel 2013-14, Hatla era una zona a maggioranza sciita schierata col governo di Damasco e contro le forze di opposizione, in quella zona in larga parte sunnite. Sulla vicenda del presunto raid della Coalizione su un deposito di armi chimiche dell’Isis, nemmeno la Russia ha finora potuto sostenere la versione dell’alleato siriano.

Da Mosca, il ministero della Difesa ha annunciato di aver inviato dei droni nella zona di Dayr az Zor, affermando che al momento non si hanno “informazioni che confermino le notizie di morti e sull’entità delle distruzioni del presunto bombardamento.

La Cnn aveva invece diffuso la notizia di nuove prove raccolte dagli Stati Uniti circa la responsabilità del regime dell’attacco chimico del 4 aprile. Secondo le fonti citate dalla tv americana, le intercettazioni erano parte del materiale di intelligence visionato nelle ore successive allo stesso attacco per stabilirne la responsabilità.

La stessa fonte ha sottolineato che gli Usa non erano al corrente in anticipo del raid. In serata è invece arrivata la notizia dell’uccisione, “per errore”, da parte di un bombardamento aereo della Coalizione anti-Isis di 18 miliziani inquadrati nelle milizie curde nel nord della Siria.

(di Lorenzo Trombetta/ANSAmed)

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