Assange contro Pompeo: “La Cia ha creato Al Qaeda e Isis”

Pubblicato il 14 aprile 2017 da ansa

ANSA/MAURIZIO GAMBARINI

LONDRA. – Cambiano le amministrazioni alla Casa Bianca ma non lo scontro con Wikileaks e il suo fondatore, Julian Assange. Oggi l’attivista australiano ha scelto Twitter per lanciare una breve ma dirompente risposta all’accusa del neo direttore della Cia, Mike Pompeo, che aveva definito il sito rivela-segreti una “agenzia di intelligence ostile non statale”.

Assange ha replicato affermando che l’organizzazione con sede a Langley, in Virginia, è invece “una agenzia statale di non intelligence che ha creato Al Qaeda, l’Isis, l’Iraq, l’Iran e Pinochet”. In poche righe la primula rossa del web, che vive dal 2012 all’interno dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra per sfuggire alla giustizia svedese ed evitare una eventuale estradizione negli Usa per la rivelazione di informazioni top secret, ha riunito tutte le accuse accumulate nei decenni dagli agenti americani rispetto alle loro responsabilità in colpi di stato, sostegno a dittatori e gruppi terroristici.

Parole che arrivano dopo quelle durissime dello stesso Pompeo, che aveva definito l’attivista e i suoi collaboratori come “demoni” che aiutano i regimi dittatoriali. La tensione fra Wikileaks e l’amministrazione Trump continua quindi a salire, a riprova del fatto che erano infondate le voci su un trattamento di favore del sito di Assange rispetto a materiale compromettente sul Comitato repubblicano durante le elezioni presidenziali Usa.

L’attivista australiano l’aveva detto chiaramente che l’attuale presidente lo avrebbe preso di mira poiché “nessun sistema di potere ama coloro che ne minano l’autorità”. Più di recente lo scontro aveva riguardato la decisione di Wikileaks di lavorare con le aziende hi-tech per aiutarle a difendersi dagli attacchi hacker della Cia, quelle intrusioni che trasformerebbero smartphone e televisori di ultima generazione in micidiali strumenti di spionaggio.

Dal canto suo, Assange rimane nell’ambasciata dell’Ecuador e sembra essersi lasciato alle spalle la promessa di consegnarsi agli americani dopo che era stata accordata la grazia alla ‘talpa’ di Wikileaks, Chelsea Manning.

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