Barquisimeto, ucciso giovane connazionale durante le proteste

Pubblicato il 14 aprile 2017 da redazione

BARQUISIMETO – Gli hanno sparato a bruciapelo. Era, quindi, inevitabile che la rosa delle pallottole di plastico arrecasse lacerazioni gravi. Quando il giovane italo-venezuelano Gruseny Antonio Canelòn Scirpatempo è arrivato all’Ospedale Universitario Antonio Maria Pineda i medici di turno si rendevano conto immediatamente della gravità delle ferite. Il loro disperato intervento è stato inutile. Dopo 30 ore di agonia e di lotta contro la morte, il connazionale di 32 anni si è arreso. Solo allora, dopo il decesso, gli agenti della Guardia Nazionale, pronti ad intervenire per condurre in carcere il giovane una volta dimesso, si dileguavano nel nulla.
Jesús Guarecuco, presidente della “Sociedad de Mèdicos y Residente del Hcuamp” ha affermato senza mezzi termini che al connazionale è stato sparato da cortissima distanza, tanto che sul corpo era visibile la bruciatura della polvere da sparo. Insomma, chi ha premuto il grilletto lo ha fatto consapevole che non avrebbe permesso ai pallottoloni di plastico di aprirsi a rosa e di perdere potenza.
Mariana Angulo, vicina del giovane connazionale nel quartiere “Tarabana Plaza de Palavecino” narra così quanto avvenuto:
– Quella sera c’era una manifestazione di protesta con molta gente. C’erano bambini, anziani, e donne in cinta. Eravamo in quattro accanto a Tony, seduti proprio di fronte alla casetta di vigilanza privata del quartiere. Dopo un po’ Tony si è alzato. Ed è proprio allora quando è intervenuta con furia la “Guardia”. La gente ha iniziato a correre cercando riparo ma Tony non c’è riuscito.
Non si sa quando tempo sia rimasto il giovane italo-venezolano sul posto prima di essere portato in ospedale, dove è arrivato ancora cosciente. Secondo i medici, comunque, aveva già perso molto sangue. Sottoposto a due interventi chirugici è morto, nonostante le cure dei responsabili dell’Unità di Terapia Intensiva.
“Tony”, come lo chiamavano gli amici, ha perso il padre durante una drammatica rapina avvenuta circa 6 anni fa e in cui i delinquenti sparavano a sangue fredda. Orfano, si era fatto carico della madre, del fratello minore e della sorella.
Nel nostro Club Italo-venezuelano la notizia della morte di “Tony” è stata accolta con grande dolore. Il giovane era noto specialmente nell’ambiente sportivo. Infatti, gli piaceva giocare a pallacanestro, a pallavolo, a pallanuoto ed era amante del nuoto. Tutti lo ricordano come un giovane dal sorriso facile, cortese ed ottimo sportivo. Insomma, un ragazzo in gamba.
Nello Stato Lara, la repressione, come denunciato dal Governatore Henry Falcòn, è stata particolarmente violenta; lo è stata tanto che oltre al giovane italo-venezuelano è morto, presumibilmente a mano delle forze dell’Ordine, un giovane di 14 anni. Questi sarebbe stato raggiunto allo stomaco da un colpo di arma da fuoco che, stando ad alcune testimonianze, sarebbe stato sparato da un agente della Guardia Nazionale. Un gruppo di motociclisti, invece, avrebe sparato su alcuni manifestanti e colpito Miguel Angel Colmenarez, di 36 anni. Secondo le testimonianze, estraneo alle proteste.
Il deputato Alfonso Marquina ha assicurato che i morti a Barquisimeto sarebbe quattro. L’ultimo, Yey Amaro, di 37 anni, agente della Polizia di Lara. Questi sarebbe stato raggiunto da un colpo di pistola sparato da un motociclista mentre cercava di calmare gli animi e di mediare tra polizia e manifestanti.

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