Dalle “baby-gang” alla violenza di Stato. Le minacce del presidente ai leader di PJ

Pubblicato il 18 aprile 2017 da Mauro Bafile

21mila 752, tanti sono stati gli omicidi registrati ufficialmente nel 2016 in Venezuela. Molti, troppi sicuramente. Ma la cifra, resa nota dalla Procuratrice Luisa Ortega Díaz, non sorprende più di tanto. Anzi, si ha il dubbio che in realtà gli omicidi siano stati di più, molto di più. Comunque, abituati ai “bollettini di guerra” emanati settimanalmente dai quotidiani, che in assenza di cifre ufficiali offrono le proprie, sapere di vivere in un paese sequestrato dalla microcriminalità indigna, spaventa, ma non stupisce. Ci si può meravigliare nello scoprire l’esistenza di “baby-gang”, branchi di bambini di appena 10, 12 anni abbandonati al proprio destino che giocano a guardie e ladri, seminando il terrore, impugnando coltelli e pistole vere e uccidendo senza alcuna pietà. Ma sorpresa e indignazione non si trasformano in rabbia sorda come quando si apprende che c’è chi, tra le forze dell’Ordine, pur consapevole del proprio ruolo, è capace di sparare a bruciapelo nel reprimere le manifestazioni di protesta, e uccidere.

La morte del giovane connazionale Gruseny Antonio Canelòn Scirpatempo, freddato da un colpo di fucile, carico di proiettili di gomma, sparato quasi appoggiando la canna sul suo corpo, è stata vissuta come un dolore collettivo nella nostra comunità e alimenta la nostra ira. Giovane sportivo, amante della pallacanestro, della pallanuoto, della pallavolo e del nuoto, Scirpatempo, noto e stimato nell’ambito del nostro Club Italo-Venezuelano di Barquisimeto, aveva già perso il padre assassinato durante una rapina. Era stato vittima, come tanti venezuelani, dell’incapacità delle forze dell’Ordine di combattere il delitto. E sono state proprio quelle forze dell’Ordine, cui le armi sono consegnate per opporsi alla criminalità, che gli hanno sparato a sangue freddo. La nostra Collettività, ora, reclama giustizia. Ci sarà un colpevole? Sarà castigato?
Il Tavolo dell’Unità non demorde. E dopo le ultime manifestazioni represse con violenza dalla Polizia Nazionale Bolivariana e dalla Guardia Nazionale, ha convocato una grossa protesta per esigere rispetto delle istituzioni e della separazione dei poteri, per chiedere la libertà dei prigionieri politici, un’agenda elettorale e soprattutto una dichiarazione di principio del “Defensor del Pueblo”, William Tareck Saab, che fino ad oggi ha taciuto sul “Golpe”, poi rientrato parzialmente, promosso, stando alla propria Procuratrice, dall’Alta Corte con le sentenze 155 e 156. L’appuntamento è stato fissato per il 19 aprile, data in cui si commemora la rivoluzione del 1810, quando si mossero i primi passi verso l’emancipazione del Venezuela dalla Spagna coloniale. In quest’occasione, la manifestazione avrà caratteristiche diverse. In primis, non sarà un solo corteo, ma saranno ben 26. E tutti convergeranno verso la “Defensoría del Pueblo”. Polizia e “Guardia”, in quest’occasione, non potranno segregare la protesta né ghettizzarla tracciando una “Linea Maginot” immaginaria e invalicabile. I cortei partiranno dai quattro punti cardinali della capitale. Da Nord, da Sud, da Est e da Ovest. Polizia, Guardia Nazionale e mezzi blindati, quindi, saranno distribuiti in lungo e largo. E la città, grazie anche alla decisione presidenziale che proroga l’“Operativo Semana Santa” fino al 19 aprile, sarà probabilmente “off-limits”, o quasi, per chi non vive nella capitale, come accade ogni qualvolta il Tavolo dell’Unità protesta.

La popolarità del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, è in declino. Ma questa volta non sono i sondaggi a dirlo. La ripresa, diventata “virale” e rimbalzata sui siti di “video sharing”, social media e mail, ci mostra un capo dello Stato, a San Felix, oggetto di un fitto lancio di oggetti. E’ l’immagine di una cittadinanza stanca di promesse incompiute, capace di ingannare l’attenta vigilanza dei corpi di sicurezza e di protestare come può. D’altronde è ormai impossibile nascondere la crescente miseria che colpisce il paese e che si diffonde come un cancro in metastasi. Al principio, scene di famiglie rovistando nei sacchi della spazzatura in cerca di resti di cibo, sorprendevano e indignavano. Oggi, purtroppo, fanno parte del paesaggio cittadino. Una volta c’era chi chiedeva l’elemosina alla porta delle chiese, nella speranza di ricevere una moneta da qualche buon cristiano. Oggi, sono sempre di più i giovani e gli anziani, le donne e gli uomini, che chiedono all’ingresso dei generi alimentari, dei supermercati, dei forni e dei ristoranti non denaro ma qualcosa da mangiare. Insomma, cibo con cui smorzare la fame che morde. E così, mentre la Banca Centrale e il ministro dell’Economia annunciano con orgoglio di aver pagato ai creditori internazionali oltre 2 miliardi di dollari, tanti, troppi venezuelani non riescono a consumare tre pasti al giorno e, a volte, neanche due. Sono troppi i bambini che a sera vanno a letto senza aver cenato. E’ la fotografia di un Paese il cui governo è capace di saldare il proprio debito esterno ma non di assicurare benessere e qualità di vita ai propri cittadini.

Nascondere il sole con un dito è impossibile. Lo è anche pretendere di celare il malcontento popolare ordinando alle forze dell’Ordine di confiscare tutti i “Giuda” che, com’è tradizione, si bruciano nel Paese la “Domenica di Pasqua”; “Giuda” che, ed è anche questa una tradizione, rappresenta un personaggio poco amato. Quest’anno, vittima della tradizione è stato il capo dello Stato. Dalla fredda “Cordillera Andina”, all’immenso “llano”, Polizia e Guardia Nazionale, stando ai social media, hanno avuto un gran da fare.

Se Atene piange, Sparta non ride. Il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, minaccia con il carcere i leader delle proteste e accusa gli esponenti di “Primero Justicia” di promuovere un “golpe”. Un primo passo, stando sempre agli analisti, per poi decretare l’illegalità di uno dei partiti più importanti dell’Opposizione e azzittirne i leader. E mentre il governo criminalizza la protesta, la polemica, in seno all’Opposizione, si fa sempre più aspra.

Dopo la fondazione della “Gran Alianza Nacional”, (GANA) il movimento nato all’estero che si è presentato come alternativa al “Tavolo dell’Unità Democratica”, la denuncia di una presunta riunione governo-opposizione a Santo Domingo ha provocato stupore, alimentato dubbi e seminato sospetti. L’obiettivo, sostiene la giornalista Nitu Pérez Osuna, sarebbe quello di trovare un accordo per ridurre lo stato di conflitto nel paese a cambio delle elezioni regionali. Elezioni che, come più volte affermato da esperti in materia, si realizzerebbero solo nel momento in cui il governo si sentirà sicuro del trionfo. Il Tavolo dell’Unità, in Venezuela, organizza manifestazioni pacifiche e scommette sulle proteste di piazza per indebolire il governo. C’è chi spera in un governo diverso, attraverso elezioni generali immediate, libere e democratiche e chi, invece, in una transizione pilotata che permetta di ricondurre il Paese lungo la via della democrazia. Una strategia, quest’ultima, prudente e razionale che, pare evidente dalle dichiarazioni di esponenti del “Gana”, piace poco a quelle frange radicali che, a volte nel calore di un esilio dorato, vorrebbero un paese incendiato dalle proteste e reclamano, l’intervento risolutore delle Forze Armate.
Mauro Bafile

Ultima ora

01:34Calcio: Mkhitaryan dice sì all’Arsenal, Sanchez allo United

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Il centrocampista armeno del Manchester United Henrikh Mkhitaryan ha accettato la proposta di trasferirsi all'Arsenal, aprendo la strada allo scambio con il cileno Alexis Sanchez, molto atteso da Jose Mourino. Il 28enne centrocampista, 28 anni, si sottoporrà alle visite mediche tra domani e lunedì dopo aver trovato nella giornata di oggi l'accordo con il club londinese, di cui al momento non si conoscono i termini. Secondo i media inglesi, il trasferimento avverrà 'alla pari', avendo trovato i club un accordo su una valutazione di 35 milioni di sterline per entrambi i giocatori.

01:14Calcio: pari Atletico e Valencia ko, sabato pro-Barcellona

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Il Barcellona domina la Liga anche senza giocare, visto che le rivali fanno a gara per gettare punti e perdere ulteriore terreno sulla capolista. L'Atletico Madrid, impegnato col Girona, si è fatto bloccare sull'1-1 e praticamente può dire addio alle pur flebili speranze di contendere il titolo ai blaugrana. I punti di distacco tra prima e seconda sono ora otto, con il Barca che ha una partita in meno (domani col Betis). Il Valencia, terzo in graduatoria, ha addirittura perso a Las Palmas, sprecando l'occasione di affiancare la squadra di Simeone. Vince invece il Villarreal, 2-1 a Levante, e sale al quarto posto in attesa della partita domenicale del Real Madrid.

01:13Liberia: presidente Weah in campo per partita di beneficenza

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - L'ex fuoriclasse George Weah torna al calcio per un giorno, in occasione degli eventi che precedono il suo insediamento come presidente della Liberia: l'ex milanista è sceso in campo per una partita di beneficenza con una squadra creata per l'occasione - la Weah All Stars Team, con molti ex colleghi calciatori - , sfidata in campo dai militari delle forze armate liberiane. Il match - finito 2 a 1 per la squadra del neo presidente - si è svolto al Barclay Training Center di Monrovia. Weah, 51 anni, giurerà da presidente il 22 gennaio.

00:35Calcio: serie B, Cesena-Bari 1-1

(ANSA) - CESENA, 20 GEN - Finisce in parità la sfida dell'"Orogel Stadium Manuzzi" tra Cesena e Bari, ultima sfida del sabato nella 22/a giornata di serie B. All'acuto di Laribi nel primo tempo risponde il Bari con un'autorete di Suagher. Pareggio alla fine giusto giunto al termine di una gara vivace in cui non sono mancate le occasioni da una parte e dall'altra, la più clamorosa la traversa colpita dal barese Cissè a 5' dal termine. Il Bari è sesto con 35 punti, il Cesena raggiunge l'Entella a quota 24.

22:33Calcio: Lipsia ko, raggiunto da Bayer e M.Gladbach

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Il Lipsia perde 2-1 a Friburgo e viene agganciato al secondo posto dal Bayer Leverkusen, vittorioso 4-1 sul campo dell'Hoffenheim, e dal Borussia Moenchengladbach, impostosi 2-0 sull'Augusta. Dopo 19 turni di Bundesliga, la capolista Bayern Monaco ha 13 punti di vantaggio con una partita in meno e domani riceve il Werder Brema. Molto affollata la zona Champions-Europa League. Alle spalle del terzetto a 31 punti, ci sono a quota 30 il Borussia Dortmund, oggi un pareggio 1-1 a Berlino in casa dell'Hertha, lo Schalke 04, che battendo domani l'Hannover scavalcherebbe tutti portandosi al secondo posto da solo, e l'Eintracht, vittorioso per 3-1 a Wolfsburg. In coda, il Magonza batte lo Stoccarda 3-2 e lo raggiunge al quart'ultimo posto. Nella sfida Amburgo-Colonia ha la meglio il fanalino di coda, che vince 2-0 in trasferta.

22:27Calcio: tripletta di Aguero, il City riprende a correre

(ANSA) - ROMA, 20 GEN - Niente cambia in vetta alla Premier League dopo il sabato di incontri della 24/a giornata. Vince 3-0 il Manchester City nell'impegno tardo pomeridiano col Newcastle e mantiene 12 punti di vantaggio sul Manchester United, che si impone 1-0 in casa del Burnley, e 15 sul Chelsea, vittorioso 4-0 a Brighton. Il Liverpool giocherà lunedì a Swansea per riagganciare, in caso di vittoria, la squadra di Conte al terzo posto. Il Tottenham gioca domani e nel frattempo l'Arsenal, con un liberatorio 4-1 al Crystal Palace dopo due pareggi e una sconfitta, gli si è avvicinato. All'Ethiad Stadium il primo gol dei Citizens è stato assegnato ad Aguero, che su cross di De Bruyne ha sfiorato di testa il pallone. Nella ripresa, El Kun ha segnato altre due reti, la prima su rigore. Ed il City riparte dopo il ko con il Liverpool. Lo United ha capitalizzato al massimo una rete di Martial al 9' della ripresa, mentre l'Arsenal ha dilagato sul Palace segnando con Monreal, Iwobi, Koscielny e Lacazette.

22:16Incidenti montagna: alpinista scivola e muore

(ANSA) - PANIA DELLA CROCE (LUCCA), 20 GEN - Un alpinista è morto a seguito delle ferite riportate per una caduta nel Vallone dell'Inferno sul versante occidente della Pania della Croce (Lucca). L'uomo, secondo quanto si appreso, sarebbe finito nella Buca della neve. A dare l'allarme al 118, intorno alle 17, gli altri componenti del gruppo che si trovavano con l'uomo. L'elicottero Pegaso 3 a causa delle condizioni atmosferiche e dell'approssimarsi del buio non ha potuto raggiungere l'alpinista ma è riuscito a trasportare gli uomini della stazione di Lucca, insieme con il medico, a circa 1 ora e 20 minuti di distanza, lungo il sentiero del pastore che sale al Rifugio Rossi. Sul posto si è diretta anche la squadra di Querceta(Lucca). L'uomo era in condizioni disperate. In corso le operazioni di recupero della salma. Il Sast (Soccorso alpino e speleologico Toscano) ricorda che in quota le condizioni della neve non sono buone: vento e pioggia hanno fatto affiorare strati di neve molto ghiacciata.

Archivio Ultima ora