Ministro Calenda: “Se vince il no rischio liquidazione dell’Alitalia”

ROMA. – Urne aperte da giovedì 20 fino a lunedì 24 aprile per mettere una croce sul Sì o sul No a un quesito secco: si chiederà agli oltre 12 mila dipendenti di Alitalia se condividono o meno il pre-accordo siglato la settimana scorsa tra sindacati e azienda con la mediazione del Governo.

Intanto, avverte il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, se vincessero i contrari “quello che deve essere chiaro a tutti è che si va verso il rischio concretissimo di una liquidazione della compagnia”. L’obiettivo, spiega, non sta nel “mettere più soldi pubblici in Alitalia, ma farla diventare “competitiva”.

I seggi saranno 7, di cui 5 a Fiumicino e gli altri a Malpensa e Linate. Non ci sarà né quorum né voto telematico, mentre potranno esprimersi anche i tempi determinati. L’esito però resta un’incognita, con una certezza: la tensione non fa che salire.

“E’ una situazione molto complicata”, spiega il segretario generale della Uiltrasporti, Claudio Tarlazzi, al termine dell’incontro con le altre sigle firmatarie del verbale del 14 aprile. Tanto che la Uilt “lascia libertà di coscienza”.

Le ipotesi sono due. Da una parte il Sì, ovvero lo sblocco di 2 miliardi di ricapitalizzazione dietro sacrifici che implicano un taglio delle retribuzioni e la gestione di 980 eccedenze. Dall’altra l’amministrazione controllata o lo ‘spezzatino’.

“Non c’è nessun piano B, nessuno ce lo ha presentato, se non quello del commissariamento, o peggio dello stato di insolvenza”, tiene a precisare il segretario generale della Filt Cgil, Nino Cortorillo. Sindacato che un’indicazione la dà, dichiarando che “l’auspicio è per un voto favorevole”. S

olo così si potrebbero rendere “più equi e sostenibili i sacrifici”. Il fonte del No è però già caldo. Nelle file della Uiltrasporti, il responsabile piloti Ivan Viglietti, avrebbe dato indicazione per votare contro la pre-intesa. “E’ un suo parere personale”, taglia corto il numero uno della categoria. Ma è chiaro che i dubbi serpeggiano all’interno delle stesse organizzazioni.

Di sicuro il personale navigante è sul piede di guerra. E non indugia l’Anp, l’Associazione nazionale piloti, che rende noto il suo rifiuto. Si vota da giovedì alle sei del mattino fino alla mezzanotte di lunedì ma già è una corsa contro il tempo. Filt Cgil, Fit Cisl e Uilt si sono riunite e nelle prossime ore sono attesi documenti congiunti, anche rivolti al Governo.

(di Marianna Berti/ANSA)