HRW: Si quintuplica la cifra di emigrati venezuelani in Brasile

Pubblicato il 18 aprile 2017 da redazione

Miguel Vivanco

CARACAS – Secondo le stime di HRW il numero di richieste di asilo di venezuelani che vogliono emigrare in Brasile a causa della scarsità di cibo e medicine è salito da 54 nel 2013 a 2595 nel 2016. Ma sono 7150 quelli che hanno passato la frontiera per vivere in Brasile. Il direttore di HRW per Le Americhe,
, spiega che il Brasile cerca di soddisfare le necessità più urgenti dei venezuelani che attraversano la frontiera, vittime di una crisi umanitaria e punta il dito contro il governo venezuelano. Il governo, sostiene Vivancos, è responsabile, nega che esista la crisi e non riesce a gestirla. Molti venezuelani, afferma il direttore di HRW, attraversano a piedi la frontiera con il Brasile in condizioni precarie ed arrivano a Boa Vista, capitale del Roraima.  Qui il numero di richieste di asilo si fa quasi ingestibile e le strutture per ricevere i migranti non bastano, ponendo in crisi anche l’ospedale di Boa Vista pieno di venezuelani ammalati con Aids, neumonia, tubercolosi e malaria, malattie non trattabili in Venezuela per la scarsità di medicine.

Vivanco ha consegnato ad Almagro un rapporto dettagliato sulla situazione e chiesto ai governi di America Latina di dare priorità alla crisi venezuelana visto che ormai le conseguenze negative superano le frontiere.

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(ANSA) - ROMA, 25 GIU - "E' visibile cosa è successo, è chiaro quello che è accaduto. Io dico che non è la condotta che ci si aspetta da un quattro volte campione del mondo, ma è andata così''. Lewis Hamilton risponde così sull'episodio che lo ha visto litigare in pista con Vettel in regime di safety-car. La frenata incriminata?: "Non è vero che ho frenato improvvisamente. Ci sono state varie volte che la safety car è passata in quel punto dove con la curva non vedevo le sue luci e quindi dovevo controllare il passo".

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(ANSA) - ROMA, 25 GIU - Il Cile si è qualificato per le semifinali della Confederations Cup pareggiando 1-1 con l'Australia in una partita del gruppo B giocata oggi allo Spartak Stadium di Mosca. Reti di Troisi al 42' pt e Rodriguez al 22' st. In semifinale i cileni affronteranno il Portogallo mercoledì a Kazan. Questa la classifica finale del gruppo B: Germania 7 3 2 1 0 7 4 Cile 5 3 1 2 0 4 2 Australia 3 3 0 2 1 4 5 Camerun 1 3 0 1 2 2 6.

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(ANSA) - ZURIGO (SVIZZERA), 25 GIU - La Fifa ha confermato che sta collaborando con l'agenzia mondiale antidoping nell'indagine successiva ad articoli del giornale 'Daily Mail', secondo cui i 23 giocatori che hanno partecipato al Mondiale di Brasile 2014 sono sotto inchiesta da parte per doping. A questi se ne aggiungerebbero altri 11 all'epoca non convocati. Nel suo comunicato l'ente calcistico mondiale precisa che i giocatori russi vennero "tutti sottoposti a controlli a sorpresa su sangue ed urina", e che tali test dettero esito negativo. Ci sono poi stati anche i controlli del post-partita, anche questi negativi. "La Fifa ha inviato i campioni organici affinché venissero analizzati in un laboratorio di Losanna accreditato presso la Wada". Quattro 'reduci' di quella nazionale russa hanno giocato anche nella Confederations Cup in corso: Kanunnikov, Glushakov, Akinfeev e Samedov. Il presidente della federcalcio russa Vitaly Mutko, ha negato qualsiasi ipotesi di doping nel calcio e ha accusato i media britannici di "cospirazione".

18:55Shaesta, la mia impresa su un monomotore

(ANSA) - CAGLIARI, 25 GIU - Ieri Londra, domani Atene. E oggi Cagliari, unica tappa in Italia. Poi Cairo, Manama, Dubai, Mumbai, Calcutta e tanti altri aeroporti. Sino al ritorno al punto di partenza, Daytona beach, in Florida. Shaesta Waiza, ventinove anni è una pilota afghana, ma trasferita a Richmond, Stati Uniti, da quando era bambina. Da sola sta cercando di fare il giro del mondo a bordo di un piccolo aereo. Un monomotore a pistoni, appositamente equipaggiato per la coraggiosa impresa. Tanta fatica, ma anche tanta gioia. Quando è arrivata all'aeroporto di Cagliari Elmas, alle 14, era raggiante. A riceverla il vicepresidente della Sogear, Gabor Pinna, e il direttore di Enac Sardegna, Marco Di Giugno. Sembrava, nonostante il gran caldo, fresca come una rosa. "Sardegna, Italia, bellissimi posti - ha detto subito dopo essere scesa dal suo fedele compagno di viaggio - sono contentissima di essere qui". Ma non è né un giro turistico, né una scommessa personale. Una sfida, quella sì. Per dare coraggio ad altre donne. Come lei. Per dire che ce la possono fare. A volare, a fare il giro del mondo. In senso stretto, ma anche in senso metaforico. Lontano dalle violenze, dalle limitazioni, dalle barbarie. Lontano da quello che succede in Afghanistan: "Il burka? - ha spiegato - a Kabul c'è abbastanza libertà per le donne, ma nel resto del Paese la situazione è diversa. Poi dipende anche dalle famiglie". Un giro del mondo che suona come un invito a tutte le ragazze del mondo. A guidare gli aerei, o comunque a volare alto: "Se credete in voi stesse - ha sottolineato sull'aeroporto di Elmas - potete farcela, potete inseguire il vostro sogno e raggiungere qualsiasi cosa desideriate". Un'occasione di incontro, visti i temi comuni sulla parità di genere, che non si sono lasciate sfuggire le donne della rete Heminas e dell'Associazione Giulia Giornaliste: una delegazione ha avuto modo di scambiare le esperienze tra i due Paesi in un colloquio, con la pilota, aperto e produttivo. Un messaggio quello sulle pari opportunità lanciato anche dal sito internet Dream Soar, quartier geniale virtuale dell'impresa. "Solo lo 0,6% dei piloti sono donne. Le ragazze hanno bisogno di sapere che possono farcela". (ANSA).

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