Corea del Nord: “Test Usa contro i missili”

FOTO EPA/KCNA EDITORIAL USE ONLY
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WASHINGTON. – Gli Usa stanno pensando di verificare la propria capacità di abbattere i missili nordcoreani. Secondo la Cnn con due importanti test in una non meglio precisata operazione pianificata a lungo, secondo il Guardian con il sistema anti missilistico Aegis o convincendo Tokyo ad usare il suo sistema di difesa contro un test balistico nelle acque giapponesi.

Sempre che non si tratti di pre-tattica o mezzi bluff, come l’annuncio dell’invio di una ‘American armada’ davanti alle coste della Corea del Nord: quando la Casa Bianca lo annunciò la scorsa settimana, ha rivelato il Nyt, la portaerei Carl Vinson e altre 4 navi da guerra stavano navigando in direzione opposta, per partecipare ad un’esercitazione con la marina australiana nell’Oceano Indiano, a 3.500 miglia di distanza.

Ma la Vinson arriverà in zona solo la prossima settimana, come ha ammesso il Pentagono, creando non poco imbarazzo alla Casa Bianca, che si è giustificata affermando di aver fatto affidamento proprio sul ministero della Difesa.

Intanto dopo la Corea del sud, gli Usa rassicurano anche il Giappone di fronte alla minaccia nordcoreana e cercano di coinvolgere la Cina per stringere Pyongyang in una morsa diplomatica ed economica che ha come alternativa solo l’opzione militare. A portare il messaggio dell’amministrazione Trump è il suo vice Mike Pence, sbarcato a Tokyo per la seconda tappa del suo viaggio asiatico che lo porterà anche in Indonesia e in Australia.

“Siamo con il popolo giapponese al 100% in questi tempi difficili”, ha garantito Pence incontrando il premier Shinzo Abe, con cui ha condiviso la volontà di far fronte comune alla minaccia. “Il presidente Trump – ha spiegato – è determinato a lavorare con il Giappone, la Corea del Sud e gli alleati nella regione, insieme alla Cina, per raggiungere una soluzione pacifica e la denuclearizzazione dell’intera penisola coreana. Non ci fermeremo finche’ non l’avremo ottenuta”.

“Tutte le opzioni – ha proseguito – sono sul tavolo ma crediamo che la strada più efficace sia il dialogo nella famiglia di nazioni che possono isolare e fare pressione sulla Corea del Nord perchè abbandoni permanentemente e smantelli il suo programma per le armi nucleari e i missili balistici”.

Dopo i moniti verbali (“la pazienza strategica è finita”) e l’esibizione di muscoli in Siria e in Afghanistan, Washington rilancia la via del dialogo. Ma sotto il tavolo tiene la pistola carica, anche se un attacco militare creerebbe rischi enormi, compreso un conflitto nucleare, come paventato ieri dall’ambasciatore di Pyongyang all’Onu, Kim In Ryong.

Pechino ha già invitato la Corea del Nord alla moderazione ma per ora senza risultato. Pyongyang ha anzi tentato di lanciare un nuovo missile, anche se il test è fallito, e ha ribadito di voler continuare i suoi test missilistici addirittura “su base settimanale”, pronta ad una “guerra a tutto campo” se gli Usa saranno “saranno così spericolati da usare mezzi militari”.

Ma Washington confida nella forza di dissuasione anche economica di Pechino, primo partner commerciale di Pyongyang. Lo ha ribadito anche Trump in una intervista oggi alla Fox: “Non ho cambiato posizione su Pechino. La Cina tenta di aiutarci. Non so se ci riusciranno o meno ma perchè dovrei fare dichiarazioni forti sul commercio o sulla manipolazione della moneta contro qualcuno che sta provando a fermare quella che potrebbe essere una situazione molto cattiva?”.

Il presidente Usa ha manifestato quindi il suo caloroso plauso alla decisione di Pechino di interrompere le sue importazioni di carbone nordcoreano: “Nessuno aveva mai visto una risposta così positiva della Cina”.

(di Claudio Salvalaggio/ANSA)

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