La lezione di Cucinelli: “Troppo lavoro ruba l’anima”

ROMA. – Cita Epicuro, Rousseau, Pericle, Aristotele, Papa Francesco e naturalmente l’adagio di suo padre, oggi novantacinquenne: “ricordati che i debiti lavorano anche la domenica”. E’ Brunello Cucinelli, fondatore dell’omonima casa di moda italiana, primo ospite di un ciclo di incontri organizzato dall’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche (Inapp). Cucinelli parla di impresa, etica e innovazione. Ma soprattutto parla della sua azienda e della sua visione del lavoro, dell’economia e del profitto.

A tratti sembra di sentir parlare Jean-Luc Mélenchon, il candidato della sinistra radicale, rivelazione delle presidenziali francesi. “Il sogno di una vita non può essere l’utile per l’utile – dice -. Io ho sempre voluto lavorare per la dignità e il valore dell’uomo. Il profitto ci deve essere, ma deve essere un profitto giusto. Se tu fai lavorare un essere umano più del dovuto, tu gli hai rubato l’anima”.

“Non siete convinti con me che lavoriamo troppo?” chiede. “Per lavorare bene ci vuole un equilibrio e lo stipendio non è tutto, anzi. Ci sono altre cose importanti: le condizioni di lavoro, sentirsi motivati e apprezzati, la dignità”.

Nella sua azienda a Solomeo alle 17.30 si smette, stop anche con la connessione via e-mail o via telefono. “Quel male dell’anima con cui tutti dobbiamo convivere. E’ aumentato con questo rumore della connessione continua”.

L’imprenditore sessantatreenne ha ricordato i giorni della quotazione in borsa della sua creatura. “Tutti quei soloni mi dicevano che se non alzavo il target dell’utile la quotazione sarebbe fallita. Li ho mandati al diavolo” racconta e cita le parole di Papa Francesco nella sua prima omelia: “siate custodi dei doni di Dio”. “Ecco io vorrei essere un piccolo custode di quello che ho creato” dice.

La Brunello Cucinelli è stata quotata a Piazza Affari nel 2012, l’Ipo è stato un successo e ora è uno dei titoli vedette del listino, per la cronaca oggi ha chiuso 23,2 euro con un guadagno dell’1,35%. Non male per uno che dice che il profitto non è tutto. Ma alla Brunello Cucinelli a Solomeo non ci sono sindacati

“Non ne abbiamo – dice – ci sono 5 persone addette per risolvere i problemi. L’importante è il dialogo. Ho impostato tutto sulla responsabilità e il nostro assenteismo è inferiore a zero: se uno deve portare il figlio dal dentista, basta che lo dica al collega, non c’è bisogno di permessi”.

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