La protesta a Caracas, arrestato giovane connazionale

CARACAS – Era uscito di casa per incontrarsi con alcuni amici nella Avenida Andrès Bello, nel rione “Las Palmas”. Neanche il tempo di voltare l’angolo che un gruppo di agenti della Polizia Nazionale Bolivariana, una decina di motociclisti o forse più, lo circondava.

Immediata, forse perché aveva con se uno zainetto, l’accusa di partecipare alle proteste indette dal Tavolo dell’Unità che hanno scosso la tranquillità della capitale in questi giorni. Quindi, l’arrestato. E così, il giovane connazionale Paolo Emilio Guarente De Rossi, cittadino anche italiano, è stato obbligato a salire su una delle moto ed ora è detenuto nella sede della polizia scientifica (Cicpc) nella centrica Avenida Urdaneta. Nelle prossime ore sarà forse trasferito alla sede di “Policaracas”, nell’umile e pericolosissimo quartiere “Cota 905”.

Paolo Emilio Guarente De Rossi, di appena 23 anni, è uno dei tanti giovani arrestati pur essendo estranei alla violenza che caratterizza la capitale in questi giorni. La madre, abruzzese, e il padre, campano, sono assai apprezzati in seno alla nostra comunità. Sempre in questi giorni, è stato arrestato, e poi rilasciato, un altro giovane connazionale: Francesco Badile, socio del nostro Centro Italiano Venezolano di Caracas.

Oramai, con l’ondata di proteste che si susseguono in questi giorni, è facile che i nostri giovani siano confusi con i tanti manifestanti che reclamano un cambio di governo. E’ accaduto, ad esempio, anche al giovane allenatore della squadra di nuoto del Centro Italiano Venezolano, Hèctor Dìaz, che doveva accompagnare il “team master” del Civ che parteciperà il 23 aprile alla “XXVII Ediciòn Paso a Nado de los Rìos Orinoco/Caronì”.

Per una spiacevole coincidenza, Dìaz è stato fermato dalle forze dell’Ordine mentre si recava ad una sessione di allenamento. La Polizia lo ha arrestato poiché nello zainetto aveva gli occhialini di nuoto, gli stessi che i manifestanti usano per proteggersi dall’azione irritante dei gas lacrimogeni.