Un italiano al giorno in Svizzera per eutanasia

ROMA. – “Circa un italiano al giorno va in Svizzera per ottenere l’eutanasia e nell’ultimo mese è arrivata oltre una richiesta al giorno”. Sono i numeri resi noti dall’Associazione Luca Coscioni e relativi agli italiani che chiedono di poter dare termine alla propria vita a seguito di gravi patologie da cui sono affetti. Numeri in crescita e si stima, afferma l’associazione, che “potenzialmente 20.000 persone in Italia ricorrerebbero alla pratica eutanasica. Una situazione che rende urgente la legge sul Biotestamento”.

Le richieste pervenute per avere informazioni o per poter contattare strutture in Svizzera, affermano dall’associazione, sono “centinaia”. A colpire sono le parole disperate dei malati. Queste alcune delle ultime mail giunte alla Coscioni: “Vi scrivo perchè da quando ho 11 anni sono affetto da Atassia di Friederich, questa malattia non prevede ancora una cura specifica ma solo delle sperimentazioni. Vi scrivo perchè sono sulla sedia a rotelle da quando ho 14 anni e il mio corpo sta peggiorando. Lentamente sto perdendo la sensibilità dei miei arti fino a non essere più autosufficiente e, siccome, non riesco più a vivere in queste condizioni chiedo tutti i giorni a mia madre di aiutarmi a morire. Io voglio fare il SUICIDIO ASSISTITO, so che ci sono dei centri in Italia e all’estero che stanno sperimentando dei nuovi farmaci, io non posso rientrare nella sperimentazione perchè la mia malattia è troppo avanti. Credo che dovrei essere io a decidere e non gli altri per me. Sono pienamente cosciente della mia situazione e del mio stato di salute, voglio smettere di vivere perchè ho paura che non sarò mai in grado di avere una famiglia mia e un futuro stabile. Cosa farò quando i miei genitori non ci saranno più? Ho una sorella e non voglio rovinare anche la sua vita. Signor Cappato la prego di rispondermi. E’ l’ultima persona cui rivolgermi”.

“Malato di Sclerosi laterale amiotrofica. Immobilizzato a letto con respiratore e alimentazione forzata. Scrivo con gli occhi con molta difficoltà. Non ce la faccio più a soffrire, desidero addormentarmi sedato assistito. Vi prego di aiutarmi. Ho 62 anni, ammalato da 10 anni. Non posso parlare, purtroppo solo scrivere. I miei familiari non vogliono essere coinvolti per perbenismo e ipocrisia. Vi prego di aiutarmi a convincerli a liberarmi da questa inutile e assurda Sofferenza. Grazie a Voi tutti di esserci”.