Lombardia, l’annuncio di Maroni: “Referendum autonomia? Si voterà a ottobre”

MILANO. – Il referendum consultivo per la maggiore autonomia della Lombardia, sostenuto da centrodestra e Movimento 5 Stelle, si terrà “in ottobre”. E sarà il primo col voto elettronico. Lo stesso giorno, con modalità specifiche, la consultazione dovrebbe tenersi anche in Veneto.

Il governatore leghista Roberto Maroni ha annunciato che porterà in Giunta la data per l’indizione formale: probabilmente, la prima o la seconda domenica di ottobre. “Il cronoprogramma è chiaro”, ha sostenuto.

Secondo il Governo, il referendum non è la strada giusta per ottenere più materie di competenza. Considerando che il quesito fa appello a strumenti già previsti dall’articolo 116 della Costituzione, il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha invitato Maroni a “chiedere subito al Governo l’apertura formale del tavolo di lavoro”, in base al principio del federalismo differenziato sostenuto anche dai sindaci lombardi del Pd.

Come quello di Bergamo, Giorgio Gori – finora aperturista sul tema autonomia e dato fra i possibili candidati anti-Maroni nel 2018 proprio come Martina – che ha dichiarato che a questo punto il presidente della Regione deve “scrivere al premier Gentiloni e risparmiare i 46 milioni di euro” del voto.

Il negoziato, suggerito anche dal ministro degli Affari Regionali Enrico Costa, non è però più preso in considerazione dalle due Regioni guidate da governatori leghisti, che hanno sostenuto di non aver trovato sponde vere nel Governo, anche quando hanno di recente chiesto un election day a giugno.

“Siamo ai blocchi di partenza”, ha sottolineato il veneto Luca Zaia. Il segretario della Lega, Matteo Salvini, non vede nemmeno contraddizione fra i due referendum autonomisti e la sua linea nazionalista: “Sono entusiasta, il mio sogno è quello di Gianfranco Miglio, l’unità nel rispetto delle diversità”.

I due referendum d’autunno saranno, appunto, consultivi. Ma anche se non avranno effetti pratici, rappresentano una sfida politica dai contorni tutti da valutare. Il centrodestra conta su sondaggi trasversalmente favorelissimi all’autonomia, sia in Lombardia sia in Veneto. E la Lega si sente sicura di incassare un risultato storico dopo una parabola trentennale passata anche dal secessionismo.

Non è da sottovalutare, poi, il ruolo attivo del M5S: senza i suoi voti, Maroni non avrebbe potuto far passare, due anni fa, la proposta di referendum. “Grazie al nostro lavoro – ha rivendicato il consigliere regionale Dario Violi – non sarà una consultazione concentrata sulla solita propaganda leghista”.

(di Alessandro Franzi/ANSA)