G20, Padoan: “Non cresciamo abbastanza”. Draghi frena sui tassi

Padoan spiega la manovra e Moscovici e Dombrovskis
Padoan spiega la manovra e Moscovici e Dombrovskis

WASHINGTON. – L’Italia cresce ma non abbastanza. Pier Carlo Padoan non è soddisfatto della velocità della ripresa italiana ma assicurare: ”cresceremo di più”. Il ministro dell’economia si presenta ai lavori del Fmi e del G20 forte di una crescita solo dello 0,8%, con la quale il Belpaese è fanalino di coda di Eurolandia. La ripresa dell’area euro invece si ”rafforza”: il rischio di deflazione sembra essere sparito, dice il presidente della Bce, Mario Draghi, assicurando che i tassi resteranno bassi a lungo, ”bel al di là dell’orizzonte del piano di acquisti di asset”.

La Bce resta comunque pronta a intervenire nel caso lo scenario peggiorasse. La crescita decolla anche fra le economie del G20, anche se ”restano rischi al ribasso” e ”l’incertezza politica è abbastanza elevata”, affermano il ministro dell’economia tedesco Wolfgang Schaeuble e il presidente della Bundesbank Jens Weidmann, tracciando un bilancio della riunione dei 20 in qualità di presidenti.

”L’umore all’interno del G20- è che gli scambi commerciali sono positivi per la crescita” dice Schaeuble, smarcandosi dal fiume di domande sull’impatto delle politiche di Donald Trump e su eventuali malumori fra i grandi del mondo su possibili nuovi muri commerciali. Sta a Weidmann invece respingere le domande sulle mosse della Casa Bianca per smantellare la riforma di Wall Street, nel giorno in Trump firma due decreti che rivedono parzialmente la Dood-Frank.

”Non voglio speculare, dobbiamo capire dove è diretta l’amministrazione Trump. All’interno del G20 c’è un consenso sul fatto che dobbiamo continuare ad attuare le raccomandazioni dell’Fsb” si limita a dire Weidmann. E’ in questo contesto internazionale e fra i dubbi sulla manovrina, che è ”quasi una finanziaria” ed è in ritardo perché complessa, che Padoan si presenta a Washington.

Definendo ”senza senso” un’uscita dell’Italia dall’euro, il ministro invita ad avere ”pazienza” per vedere i risultati delle riforme strutturali, per i quali ci vuole qualche anno. Allo stesso tempo difende l’Italia: ”non sono assolutamente convinto che sia in una situazione peggiore della Francia”. Fra le varie riunioni, Padoan interviene all’Ocse: ”sono contento di tornare in un’altra veste” dice riferendosi al suo passato nell’istituto, e lodandolo per i suoi studio.

Con accanto il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, il titolare di Via XX Settembre si sofferma sulle piccole e medie imprese, descrivendolo con i numeri 25-50-25. Un 25%, spiega, è rappresentato da quelle che stanno bene. Un 25% da quelle in difficoltà. Il 50% da quelle per le quali ”dobbiamo combattere la battaglia per vincere la guerra” della crescita. Se questo 50% infatti crescerà anche i dati macroeconomici, assicura Padoan, miglioreranno.

(dell’inviata Serena Di Ronza/ANSA)

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