Iran, resistenza in esilio: “L’attività nucleare continua”

Pubblicato il 21 aprile 2017 da ansa

Il President iraniano Hassan Rowhani visita l’impianto nucleare Bushehr
ANSA /PRESIDENTIAL OFFICIAL WEBSITE

WASHINGTON. – Nonostante l’accordo del 2015, l’Iran ha continuato e anche aumentato in alcuni settori la sua attività per sviluppare la bomba nucleare, utilizzando vari luoghi segreti, inaccessibili agli ispettori dell’Aiea: lo ha rivelato, attraverso il suo ufficio di rappresentanza a Washington, il National Council of Resistance of Iran (Ncri), organizzazione politica di opposizione che si proclama parlamento in esilio della resistenza in Iran al regime islamico e che in passato ha rivelato l’esistenza di vari siti nucleari di Teheran, da Natanz ad Arak e Fordo.

La fonte delle informazioni, illustrate con immagini satellitari e riguardanti anche gli organigrammi del progetto nucleare, è la rete in Iran dei Mojahedin del Popolo (Mek), cui il Ncri è legato. Le informazioni, ha spiegato Alireza Jafarzadeh, vicedirettore del Ncri, sono state condivise con il governo americano un paio di giorni fa, in coincidenza quindi con l’annuncio da parte dell’ amministrazione Trump di un “riesame” dell’accordo.

Una delle due divisioni chiave del Spnd, posto sotto la supervisione del ministro della difesa e diretto da Mohsen Fakhrizadeh Mahabadi (“figura chiave del programma nucleare iraniano”), è il ‘Centro per la ricerca e l’espansione delle tecnologie sulle esplosioni e l’impatto’ (Metfaz): dopo averne rivelato l’esistenza nel 2009, ora il Ncri ha reso noto la sua nuova location, “rimasta finora segreta all’Aiea”.

Gran parte delle sue attività sono state “spostate dopo il 2015 da Sanjarian alla Research Academy all’interno del sito militare di Parchin, 30 miglia a sud-est di Teheran, e più precisamente nell’unità industriale denominata ‘Plan 6′”, che può contare su una rete di tunnel. Qui le attività continuerebbero “con la copertura di ricerche convenzionali”, a soli 700 metri dalla cosiddetta camera per le alte esplosioni.

Anche una seconda divisione chiave, il Fakhar Moqaddam Group, che lavora sull’arricchimento dell’uranio, “sta continuando tutte le sue attività a pieno regime”, sostiene il Ncri, rivelando nomi e alcune sedi dell’unità. Secondo il gruppo di opposizione iraniano, il Spdn ha “un grande numero di luoghi segreti”, a Teheran, nella periferia della capitale e di Karaj.

La richiesta del Ncri è che l’Aiea ispezioni la Research Academy e tutti i siti legati al Spnd, interrogando inoltre gli esperti chiave del programma nucleare. Alla conferenza stampa ha partecipato anche Maryam Rajavi, presidente del Ncri, che ha condiviso le critiche di Donald Trump e del segretario di stato Usa Rex Tillerson all’accordo sul nucleare.

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