Ministro Calenda apre a Renzi su Alitalia. Il voto divide i sindacati

ROMA. – Il Governo apre alla proposta che Matteo Renzi sta preparando per Alitalia. La ricetta che l’ex premier ha annunciato di voler presentare entro il 15 maggio è per il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda “benvenuta” come tutti i contributi di idee e verrà valutata. E sempre Renzi ha sottolineato che per la compagnia “c’è spazio per un futuro senza spezzatini”.

Nel frattempo si guarda a martedì, quando l’assemblea dei soci deciderà se procedere con la richiesta di accedere all’amministrazione straordinaria. Che il Governo è pronto a concedere subito con l’ammissione alla procedura e la contestuale nomina dei commissari. Dallo Stato è in arrivo anche un prestito ponte, sul quale sono ancora in corso approfondimenti e che potrebbe superare i 400 milioni indicati in un primo tempo. Ma la vicenda evidenzia anche una spaccatura tra i sindacati, che si dividono sul referendum.

La palla ora è tutta nelle mani dell’azienda. “Aspettiamo quello che dirà martedì, poi faremo tutti i passaggi necessari perché ci sia continuità di servizio e connettività”, spiega Calenda, ribadendo che tutto verrà fatto nel perimetro indicato a più riprese dal Governo: nessuna nazionalizzazione e riduzione al minimo dei costi per i contribuenti.

Ancora incerto il numero dei commissari: sembrano sicuri Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi, ma non è escluso che si possa aggiungere un terzo nome. Intanto il presidente uscente Luca Cordero di Montezemolo esprime tutta la sua “delusione” per l’esito del referendum in un colloquio col Financial Times.

“Avremmo potuto prendere il toro per le corna per salvare Alitalia. Per la prima volta la compagnia era nelle condizioni di poter guardare al futuro in maniera diversa, cambiare completamente il modello di business e non solo iniettare liquidità a vuoto come fatto in passato”, ha spiegato al quotidiano della City, sottolineando di aver fatto del suo “meglio” nel fare da mediatore tra gli azionisti, il governo e i sindacati per cercare una soluzione alla crisi della compagnia.

Ma la situazione di Alitalia sta diventando anche il terreno di gioco di una partita politica. Sulla quale è entrato anche l’ex premier Renzi, che sta mettendo a punto una sua proposta: Renzi evoca il caso Meridiana (“sembrava impossibile” ma con il Qatar ora “ha una prospettiva di sviluppo”) e sostiene che “prendendosi un po’ di tempo, le condizioni per una soluzione ci sono tutte”. E su un volo della compagnia si è anche improvvisato steward, dicendo al microfono di bordo che la compagnia “funziona alla faccia di quelli che ne parlano male”.

Apre a Renzi il ministro Calenda, che si smarca però da indiscrezioni su ipotetici frizioni con l’ex premier: “L’unica cosa da fare è un lavoro serio per un’azienda importante, tutte le questioni personali stanno fuori, non esistono”. Nel frattempo i sindacati si dividono sul referendum che ha sonoramente bocciato l’accordo raggiunto dopo una lunga trattativa con l’azienda.

Per la leader della Cisl Anna Maria Furlan “forse è stato un errore e su questo bisognerà aprire una riflessione unitaria”. Ma Carmelo Barbagallo della Uil difende il voto: “è un atto di democrazia”. Mentre Susanna Camusso torna a chiedere di coinvolgere Cdp ed evitare lo spezzatino.

Non dà frutti infine la caccia ai possibili acquirenti. Fs torna ad escludere un proprio coinvolgimento, mentre Lufthansa, che ha chiarito di non avere intenzione di acquistarla, sarebbe interessata ad un’altra compagnia in crisi, Air Berlin. L’aviolinea tedesca ha chiuso il 2016 con un rosso record di 781,9 milioni, ma il ceo vede “grosse differenze” con la situazione di Alitalia: la compagnia tedesca – ha spiegato – ha deciso già l’anno scorso una “grossa ristrutturazione”, che è avvenuta “fianco a fianco tra management e sindacati”.

(di Enrica Piovan/ANSA)