Sono venezuelano ma ho sangue italiano nelle vene, posso avere il passaporto italiano?

Come ottenere la cittadinanza italiana per nascita

Ci sono molti cittadini all’estero che hanno origini italiane e, anche se non sono nati in Italia e spesso non parlano nemmeno la lingua italiana, hanno il diritto ad ottenere la cittadinanza italiana.

Infatti, in Italia vige ancora il principio dello ius sanguinis, questo significa che in Italia sei cittadino italiano se nelle tue vene scorre sangue italiano.

Si può anche diventare cittadini italiani, i casi più comuni sono per matrimonio e per residenza (10 anni di permanenza regolare su territorio italiano), ma in questi casi si diventa cittadini italiani dal momento della concessione della cittadinanza, non si ottiene il riconoscimento della cittadinanza sin dalla nascita.

Qui si vuole aiutare il lettore a comprendere, per larghe linee e senza perdersi in inutili tecnicismi, se ha diritto ad ottenere il passaporto italiano, ovvero la cittadinanza per nascita, cioè, indipendentemente dalla sua età a vedersi riconosciuto come cittadino italiano da sempre, con importantissime differenze, prima tra tutte quella di poter trasmettere la propria cittadinanza anche ai figli maggiorenni.

Della concessione della cittadinanza (residenza o matrimonio) parleremo la prossima volta.

In Sudamerica c’è una fortissima componente di origine italiana, specialmente in paesi come il Brasile, l’Argentina ed il Venezuela, in quest’occasione ci occuperemo nello specifico dei cittadini residenti in quest’ultimo paese, il Venezuela.

Questo articolo si rivolge a tutti quei cittadini venezuelani che hanno un ascendente cittadino italiano e che vorrebbero vedersi riconosciuto il diritto ad ottenere il passaporto italiano, e vorrebbero capire se ne hanno il diritto.

Il primo requisito per ottenere la cittadinanza italiana per nascita è quello di avere un ascendente cittadino italiano, non importa quanto lontano (nonni, bisnonni ecc.), purché in possesso della cittadinanza italiana dopo l’unità d’Italia (dopo il 1861).

Non importa che tra l’ascendente e noi la cittadinanza italiana sia andata persa, questa può quasi sempre essere recuperata.

Il lettore, a questo punto, si chiederà, “se ho diritto alla cittadinanza italiana, perché ad es. il mio bisnonno era italiano, perché io non sono italiano?”.

Per rispondere a questa domanda bisogna premettere che l’attuale legge sulla cittadinanza è del 1992 ed è, quindi, relativamente, giovane rispetto alla precedente legge sulla cittadinanza che risale al lontano 1912, che aveva delle importantissime differenze rispetto all’attuale, prime fra tutte la mancata previsione della trasmissione della cittadinanza da parte della donna ai figli e la perdita della cittadinanza (per la donna) che si sposava con cittadino straniero.

Per quanto tutto questo possa sembrarci assurdo, ed infatti entrambe le norme citate sono state ritenute incostituzionali con sentenze della Corte del 1975 e del 1983, vi è da dire che solo con la attuale legge del 1992 sono stati tradotti in legge i principi della Corte che prevedevano la trasmissione della cittadinanza da parte delle donne e non prevedeva più la perdita della cittadinanza italiana per la donna che si sposava con cittadino straniero.

Quindi, tutti noi possiamo avere un ascendente donna che, a causa della legge in vigore fino al 1992, abbia perso la cittadinanza italiana sol perché si è sposata con cittadino straniero e, comunque, non ha potuto trasmettere la propria cittadinanza ai figli.

Ma quali sono i casi più comuni in cui la cittadinanza italiana può essere andata perduta?

Facciamo un esempio:

Il mio bisnonno Mario Rossi, nato in Italia nel 1881 e cittadino italiano, emigra in Venezuela dove ha 2 figli, nel 1908 nasce Eduardo Rossi e nel 1910 nasce Maria Rossi che nel 1931 si sposa con il cittadino venezuelano Juan Miguel Diaz.

Juan Miguel Diaz e Maria Rossi hanno una figlia Luisa Diaz nel 1932 ed una figlia Gladis Diaz nel 1949;

Eduardo Rossi nel 1938 ha una figlia Anna Rossi che nel 1958 si sposa col cittadino venezuelano Carlos Ruiz e con cui nel 1959 hanno una figlia, Andrea Ruiz.

Eduardo Rossi è cittadino italiano, anche sua figlia Anna Rossi è cittadina italiana, in quanto riceve la cittadinanza dal padre Eduardo.

Ma Anna Rossi perde la cittadinanza italiana quando si sposa con Carlos Ruiz nel 1958 e,di conseguenza, non trasmette la cittadinanza italiana alla figlia Andrea.

Andrea ed i suoi figli possono recarsi al Consolato italiano di Caracas (o della diversa città in cui vivono) e richiedere il passaporto italiano, questo grazie alle richiamate sentenze della Corte Costituzionale che hanno dichiarato l’illegittimità della norma che prevedeva che la donna italiana perdesse la cittadinanza italiana in caso di matrimonio con cittadino straniero e della parte in cui non prevedeva che la donna potesse trasmettere la cittadinanza italiana ai figli.

Quindi, il Consolato riconoscerà che Anna Rossi non ha perso la cittadinanza italiana a causa del suo matrimonio con Carlos Ruiz e, di conseguenza, trasmetterà la cittadinanza italiana alla figlia Andrea Ruiz che, a sua volta, la trasmetterà ai suoi discendenti.

Tutto questo è possibile perché il fatto incostituzionale (perdita della cittadinanza italiana da parte di Anna Rossi) si è verificato dopo il 1948, ovvero, dopo l’entrata in vigore della Costituzione italiana.

Situazione diversa per i discendenti di Maria Rossi, la quale perde la cittadinanza italiana in occasione del suo matrimonio col cittadino venezuelano Juan Miguel Diaz nel 1931, quindi anteriormente all’entrata in vigore della Costituzione italiana, per cui Luisa Diaz e Gladis Diaz, ovvero i loro discendenti hanno sicuramente il diritto ad essere riconosciuti cittadini italiani per nascita, ma siccome l’evento incostituzionale si è verificato successivamente all’entrata in vigore della Costituzione italiana, dovranno obbligatoriamente rivolgersi al Tribunale, in quanto non sarà sufficiente rivolgersi al Consolato, che in questa situazione non avrà alcun potere.

Quello che si è cercato di chiarire con l’esempio fatto è che se abbiamo un ascendente cittadino italiano noi abbiamo sicuramente il diritto ad ottenere il passaporto italiano, ma quello che cambia è la procedura, ovvero sapere a chi ci dobbiamo rivolgere:

1) Nel caso in cui l’evento incostituzionale (perdita della cittadinanza a causa di una legge dichiarata oramai incostituzionale) abbia colpito il nostro ascendente precedentemente al 1948 (entrata in vigore della Costituzione italiana) bisognerà rivolgersi al Tribunale italiano;

2) Nel caso, invece, in cui lo stesso evento si sia verificato successivamente all’entrata in vigore della Costituzione, allora basterà rivolgersi al Consolato italiano della nostra provincia.

Un’altra situazione molto diffusa è quella prevista dall’art. 17 della legge sulla cittadinanza, ovvero ci sono molte situazioni in cui un nostro ascendente emigrato in Venezuela ha deciso di rinunciare alla cittadinanza italiana per diversi motivi che non stiamo qui ad esaminare, che potrebbero essere l’assunzione di un ruolo pubblico in Venezuela, quindi, all’entrata in vigore della Legge 91/92 sulla cittadinanza decide di recuperare la cittadinanza italiana in quanto gli è permesso dall’art. 17 della stessa legge.

Cosa succede al figlio di questa persona nato nel periodo in cui questo non era italiano?

Facciamo un esempio:

Mio padre Mario Rossi cittadino italiano per nascita, nel 1965 emigra in Venezuela, nel 1970 assume un incarico pubblico ed acquisisce la cittadinanza venezuelana rinunciando a quella italiana, nel 1972 nasco io cittadino venezuelano, in quanto mio padre Mario Rossi aveva rinunciato alla cittadinanza italiana 2 anni prima. Nel 1992, Mario Rossi, con l’entrata in vigore della nuova legge sulla cittadinanza che gli permette di riacquistare la cittadinanza italiana, ne approfitta e decide di riacquistare la cittadinanza italiana.

Essendo io nato nel periodo in cui mio padre non era cittadino italiano per avervi rinunciato, ovvero in quella finestra tra il 1970 ed il 1992, io non ho il diritto ad essere riconosciuto cittadino italiano.

Tanta cittadini venezuelani si trovano nella medesima situazione e la soluzione a questa problematica ci viene data dall’art. 9 della legge 91/92, il quale prevede per lo straniero di cui il padre o la madre o uno degli ascendenti in linea retta di secondo grado sono stati cittadini per nascita, o che è nato nel territorio della Repubblica e, in entrambi i casi, vi risiede legalmente da almeno tre anni, comunque fatto salvo quanto previsto dall’art. 4, comma.

Questo vuol dire che se i mie genitori od i miei nonni sono stati italiani per nascita io posso prendere la residenza in Italia e dopo tre anni ottenere la cittadinanza italiana.

In conclusione, con l’obiettivo di dare un valido ed utile consiglio ai lettori interessati a tale argomento, e, visto e considerato che trattasi di una materia tecnica e non accessibile a tutti dal punto di vista della reale comprensione della normativa, si suggerisce, ai lavoratori che intendono attivarsi per ottenere il riconoscimento della cittadinanza italiana per nascita, di farsi assistere da un Avvocato o da un esperto in tale materia, che meglio potrebbe far valere le Vostre esigenze, senza incappare in errori od in inutili lungaggini temporali e burocratiche.

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