Boldrini: “Dal Parlamento indagine sulle fake news”

La presidente della Camera Laura Boldrini nella sala della Regina durante l'incontro ''#Basta bufale'', Roma, 2 maggio 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI
La presidente della Camera Laura Boldrini nella sala della Regina durante l’incontro ”#Basta bufale”, Roma, 2 maggio 2017. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – Promuovere una serie di azioni da mettere in campo contro il fenomeno delle false notizie. E’ stato l’obiettivo alla base del convegno ”#Bastabufale. Impegni concreti’ organizzato nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio dalla presidente della Camera Laura Boldrini. Proprio da lei è arrivato il primo annuncio importante: ”La commissione parlamentare Internet presto avvierà un’indagine conoscitiva sulle fake news, su come nascono e come vengono diffuse in rete”.

Nell’incontro, condotto da Geppi Cucciari, hanno discusso del fenomeno anche Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca; Vincenzo Boccia, Presidente di Confindustria; Monica Maggioni, Presidente della Rai; Maurizio Costa, Presidente della Federazione italiana editori giornali; Richard Allan, Vicepresident public policy Facebook e Paolo Attivissimo, giornalista e ‘debunker’ (cioè ‘smascheratore’ di false notizie). E alla fine Laura Boldrini con il fumettista di Gazebo, Makkox ha premiato le scuole vincitrici del concorso ‘Bufale in rete: come riconoscerle!’ promosso sa Ibsa Foundation e Istituto Pasteur Italia.

Una maggiore conoscenza, auspicata anche con l’appello #bastabufale che ha lanciato a febbraio: aveva raccolto circa 20 mila firme, ”diventate durante l’incontro (trasmesso in streaming, ndr) 35 mila Dai quattro tavoli di lavoro sulle fake news, voluti nei mesi scorsi dal Presidente della Camera ”sono venute fuori indicazioni chiare – ha spiegato la presidente della Camera -. Bisogna accelerare il processo alfabetizzazione digitale attraverso le scuole e serve una campagna di informazione di massa attraverso tutti i media, tradizionali e digitali per aumentare la consapevolezza sul problema”.

I trolls si sono fatti sentire anche oggi: hanno lasciato, durante l’incontro, migliaia di adesioni finte sul sito dell’appello #bastabufale, lanciato da Laura Boldrini a febbraio. Dopo il convegno, notando l’aumento anomalo, da 21 mila a circa 35 mila, i tecnici del sito hanno bloccato l’attacco e rimosso le firme false. La notizia, rimbalzata sul web, è stata confermata dallo staff della presidente della Camera.

”Non ho mai voluto fare censura – ha ribadito Laura Boldrini – non può chiamarsi così accendere un riflettore su un fenomeno che danneggia tutti”. Per lei serve ”un grande progetto di educazione civica digitale, che a partire dalle scuole, coinvolga ministeri, imprese, mezzi di informazione e social media”.

Si parte già nel prossimo anno scolastico con il progetto, realizzato da Miur e Camera dei deputati, di informazione, comunicazione, e sensibilizzazione civica rivolto a tutte le scuole: ”coinvolgendo gli studenti, vogliamo arrivare a creare un decalogo per riconoscere le false notizie” ha spiegato il ministro Valeria Fedeli, che ha annunciato anche un ”aumento delle risorse per l’alfabetizzazione informativa”.

Secondo il presidente di Confindustria Boccia, ”per combattere le fake news non basta l’autoregolamentazione, ma servono regole chiare”. Non intervenire ”vuol dire costruire una società di rabbia, rancore, conflitto”. D’accordo con lui Maurizio Costa, Presidente di Fieg: ”Non può bastare un ‘autocontrollo’, ci deve essere anche un eterocontrollo, la presenza di un organismo indipendente che ci tuteli. Ci sono già due proposte, una del garante dell’antitrust, per la creazione un authority indipendente europea, e l’altra per la creazione di un istituto di autodisciplina con la partecipazione di tutti i soggetti interessati”.

Per la presidente della Rai Monica Maggioni un antidoto ai falsi è ”tornare a un giornalismo che sia autorevole e credibile grazie ai suoi fondamenti metodologici”, con una rigorosa verifica delle fonti. E il Prix Italia che parte il 29 settembre a Milano ”potrebbe essere una grande occasione per coinvolgere sul tema le scuole”.

Anche Facebook, assicura Richard Allan, Vicepresident public policy del social network ”è attivissimo nella battaglia contro le false notizie. Abbiamo avviato campagne e azioni pratiche – dice- per rispondere a questo scenario. Siamo in buona fede. So che dobbiamo fare di più e più velocemente, ci stiamo attrezzando”

(di Francesca Pierleoni/ANSA)