Trimestre record per le Ferrari

TORINO. – La Ferrari chiude un trimestre record con un balzo dell’utile netto del 60,1% a 124 milioni di euro e conferma i target per il 2017. Il titolo vola in Borsa e, dopo una giornata costantemente in cima al listino di Piazza Affari, chiude in rialzo del 5,68% a 73,65 euro.

Tutti i numeri della casa di Maranello sono in crescita nei primi tre mesi dell’anno: le consegne superano quota 2.000 (2.003), il 6,4% in più dello stesso periodo del 2016, i ricavi netti sono cresciuti a 821 milioni in aumento del 21,5% )+20,4% a cambi costanti), mentre l’ebitda adjusted è pari a 242 milioni, con un margine che si colloca al 29,5%.

L’indebitamento netto Industriale scende a 578 milioni di euro. “Siamo ovviamente soddisfatti dei risultati”, commenta il presidente Sergio Marchionne che si dice “impressionato” di come sta andando il lancio della 812 Superfast, l’ultima berlinetta da 12 cilindri presentata a marzo al Salone di Ginevra. E conferma i target per l’anno incorso, ovvero 8.400 consegne incluse le supercar, ricavi netti oltre i 3,3 miliardi di euro, Ebitda adjusted superiore a 950 milioni, indebitamento industriale netto a 500 milioni di euro.

“Le vittorie in Formula 1 avranno un impatto sul brand della Ferrari”, assicura nella conference call con gli analisti sui conti dell’azienda. Le vendite del Cavallino sono in crescita in tutte le principali regioni. Bene l’area Emea (Europa, Medio Oriente e Africa) che registra un’espansione dell’8,8%, con Germania, Francia, Italia e Regno Unito che mettono a segno una crescita a due cifre. Le Americhe sono cresciute del 4,2%, il resto della Regione Asia Pacifico (Apac) del 4% e Cina, Hong Kong e Taiwan, su base aggregata, hanno registrato un +3,2%.

All’aumento dei profitti ha contribuito la forte domanda di modelli a 12 cilindri (Gtc4 Lusso, LaFerrari Aperta e F12tdf), quelli più costosi a margini più elevati: le loro vendite sono cresciute del 50% a fronte di -3% per gli otto cilindri. “Siamo soddisfatti dell’andamento del titolo, credo che rifletta il potenziale e la crescita dell’azienda”, afferma Marchionne che non dà indicazioni sul buy back deliberato dall’assemblea degli azionisti ad Amsterdam.

(di Amalia Angotti/ANSA)