Lo chef Cerea firma il menù per Obama: “E’ un invito a tornare”

i fratelli Cerea a Brusaporto © ANSA
i fratelli Cerea a Brusaporto © ANSA

ROMA. – E’ un invito a esplorare i sapori di tanti territori italiani, dalle valli lombarde al mar ligure e di Sicilia. E soprattutto un invito a tornare, quello espresso da Francesco Cerea che firma, insieme al fratello Enrico, il menu della cena, a Palazzo Clerici, in onore di Barack Obama a Milano.

Un giro d’Italia attraverso le sue tipicità più autentiche, come le acciughe delle Cinque Terre e il tartufo nero di Bracca nella bergamasca, e attraverso alcuni simboli del made in Italy, il Grana Padano servito agli antipasti in versione lecca lecca e il tiramisù, stesso sapore ma versione “stilosa”, più moderna.

La brigata di “Da Vittorio”, ristorante con le mitiche tre stelle della guida Michelin a Brusaporto (Bergamo), proporrà per la cena di gala un menu veloce, come si conviene al mondo business e internazionale, ma “autenticamente italiano”.

“Presenterò eccellenze di tanti territori dalla Lombardia alla Sicilia – ha precisato Cerea – mare e terra nelle acciughe delle Cinque Terre e crudo di Carpegna, gnocchi di ricotta su letto di barba del frate con tartufo nero di Bracca, che si raccoglie ora dalle mie parti, nella bergamasca. Poi gran branzino del Mediterraneo e la spalla di vitella con patate di Martinengo, specialità della provincia di Bergamo, e piselli freschi, a evocare la passione per l’orto di Michelle.

Immancabile il tiramisù – osserva lo chef – ma in chiave moderna. Stesso sapore della ricetta classica ma una veste di design, una versione esteticamente nuova, insieme alla nostra pasticceria e lievitati. Voglio convincere Obama a partecipare alla Ryder Cup 2022, e spero di strappare un sì con queste eccellenze.

Il menu di stasera, a Milano capitale del cibo, vuole rappresentare tutta l’Italia – ha sottolineato – e vuole essere un invito a far tornare Obama per la prossima Ryder Cup che l’Italia ospiterà. E’ una competizione di golf che vedrà l’Europa sfidare gli Stati Uniti. L’Europa è un po’ bistrattata ultimamente, ma in questa sfida contro l’America saprà ritrovarsi unita.

Vorrei tanto che partecipasse Obama perché la Ryder Cup – conclude Cerea – sa esprime sana competitività, quella che aiuta e fa crescere i mercati. Il mondo non ha bisogno di muri, ma di saper star insieme, attorno al cibo, così come dietro una pallina da golf, a testimoniare la qualità della vita conviviale”.

(di Alessandra Moneti/ANSA)