Con il canone in bolletta 5,5 milioni di abbonati Rai in più

ROMA. – L’operazione canone in bolletta ha portato vantaggi all’erario ma anche alla Rai che, rispetto al 2015 oggi ha 5 milioni e mezzo di abbonati in più. A tracciare un nuovo bilancio è stato il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, che, sul fronte della lotta all’evasione, ha ricordato anche le misure in campo per favorire la compliance, compresi i nuovi indici di affidabilità che sostituiranno gli studi di settore, e l’attività volta a combattere l’elusione delle multinazionali del web. Senza dimenticare il successo della rottamazione delle cartelle, che, in oltre il 70% dei casi, ha riguardato debiti Irpef e Iva.

Sul fronte del canone Rai Orlandi ha spiegato che gli abbonamenti sono passati dai 16,5 milioni del 2015 a 22 milioni nel 2016 e che, sempre lo scorso anno, sono state accettate oltre mezzo milione di domande di esenzione grazie a dichiarazioni di ‘non possesso’ della televisione (sono state 547mila nel 2016, scese a 485mila nel 2017, mentre sono circa 131mila gli over75 che non hanno pagato il canone perché esenti in base al reddito (non superiore a 6.713,98 euro).

“La vicenda del canone Rai” mostra che “pagare meno, pagare tutti si può fare”, ha sottolineato l’ex premier Matteo Renzi, promettendo “altre iniziative” per abbassarne ancora il costo, visto che rimane una “tassa esosa”. Il canone è passato dai 113 euro del 2015 ai 100 del 2016 a 90 euro per quest’anno.

Ma sono innumerevoli, ha spiegato Orlandi davanti alla commissione di vigilanza sull’anagrafe tributaria, le azioni che l’amministrazione sta perseguendo per migliorare la ‘fedeltà fiscale’. Già entro il 2017 arriveranno i primi “70 indici sintetici di affidabilità” che andranno a sostituire, a regime, gli studi di settore. La novità, ha ricordato, riguarderà circa 4 milioni di operatori economici e consentirà, quando saranno approvati anche gli altri 80, nel 2018, di scattare una fotografia sempre più nitida e personalizzata per ciascun contribuente, che potrà verificare la sua situazione online anche attraverso report specifici per settore.

I nuovi indici, peraltro, sapranno riconoscere e tenere conto anche di eventuali situazioni di crisi aziendale, perché la base di analisi sarà ampliata a “8 anni” e guarderà anche alla situazione “del ciclo economico”. Buoni risultati ha dato intanto, la rottamazione delle cartelle.

Per avere i risultati definitivi servirà ancora “una decina di giorni”, ha garantito Orlandi, ma dalle prime simulazioni emerge che la stragrande maggioranza delle domande relative alle imposte gestite dall’Agenzia (non quindi multe o contributi previdenziali, ad esempio) ha riguardato i debiti Irpef (49,1%) e Iva (35,7%). Sempre sul fronte della compliance Orlandi ha ricordato anche l’avvio della stagione delle dichiarazioni dei redditi: nella prima settimana 181mila contribuenti hanno inviato la precompilata; altri 193mila hanno accettato o modificato il modello compilato dall’agenzia, anche se ancora non hanno fatto l’invio.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)