Fenomeno “Scomodo”, il mensile cartaceo dei Millennials

copertina di Vauro
La copertina di Vauro

ROMA. – Sono 200 e non hanno paura, sognano. Sono le ragazze e i ragazzi di Scomodo, studenti medi e universitari tutti di Roma. Sono un collettivo che pubblica una rivista patinata, ‘Scomodo’, un mensile cartaceo distribuito in 7.500 copie gratuite e senza pubblicità. Negli anni in cui il mondo guarda al web, un gruppo di ragazzi dai 16 ai 21 anni scrive sulla carta e pubblica.

Le copertine di Scomodo, finora 6 numeri, sono state firmate dai vignettisti più famosi: Altan, Vauro, Zerocalcare, Makkox, Solo, Luca Ralli, Gojo. Per finanziarsi, i ragazzi creano momenti di aggregazione dove vengono fuori le loro passioni, i loro interessi, le loro curiosità. Il gruppo di lavoro che realizza la rivista, la ‘redazione’ per usare il termine dei giornalisti, lo chiamano ‘famiglia’.

Non hanno una stanza o un ufficio: hanno Roma. Le piazze, i bar, i giardini della città sono la scenografia dei loro incontri, dove nascono idee e iniziative mirate alla realizzazione del giornale: in particolare le notti ‘Scomode’, serate di musica durante le quali occupano un’area o una struttura abbandonata di Roma, la ripuliscono e danno vita a un happening. Ci sono poi pranzi Scomodi, il format culturale Orfico e tanto altro ancora.

I ragazzi hanno anche lanciato un campagna di crowdfunding: ‘I volti del cartaceo’ con l’obiettivo di raccogliere 25mila euro per finanziare un numero estivo di 200 pagine stampato in 10mila copie. La campagna durerà 40 giorni e ha già visto la partecipazione, tra gli altri, di Erri De Luca, Vauro Senesi, Paolo Flores D’Arcais, Imma Battaglia e Paolo Fallai, che, insieme a giornalai, librai e tipografi, raccontano attraverso un mini-documentario i volti e le storie dietro il cartaceo.

Scomodo è nato ad agosto del 2016 come rivista indipendente che racconta e analizza la realtà. ‘Proponiamo una linea critica distante da qualsiasi faziosità – dice Eduardo Bucci, 17 anni, che frequenta il liceo Linguistico ed è il direttore editoriale di Scomodo – sviluppando un’informazione che mette al primo posto la qualità dei contenuti. Il taglio degli articoli non è per questo privo di senso critico, anzi l’essere slegati da logiche o pensieri imposti da terzi è garanzia di un’argomentazione completa e approfondita”.

(di Martino Iannone/ANSA)