Esperimento studenti: a scuola senza telefonino per 7 giorni

PRATO. – “Professore per cortesia posso riavere il cellulare solo per un quarto d’ora? Devo chiamare i miei genitori…”. A cinque ore dall’inizio dell’esperimento i primi lamenti cominciano a farsi largo nelle aule dell’istituto tecnico commerciale ‘Dagomari’ di Prato. Nella scuola, già nota alle cronache per aver ospitato negli scorsi anni classi interamente composte da alunni di origine cinese, è cominciata stamane la prova di una trentina di studenti delle classi II F e II G: ragazzi e ragazze tra i 15 ed i 17 anni che dovranno rimanere senza cellulare e senza alcuna connessione Internet per un’intera settimana, così come previsto dalla sperimentazione proposta dal professor Marcello Contento.

“Stamane, alla consegna degli smartphone, alcuni degli alunni tremavano. Loro – racconta l’insegnante – sono tutti nativi digitali e per questo è difficile che possano immaginare, più che ricordarsela, una vita senza social e cellulari”. Già poche ore dopo aver aderito, alcuni alunni hanno chiesto cortesemente delle deroghe al professore per i motivi più disparati. Ma i cellulari consegnati sono stipati in un luogo segreto della scuola e, come d’accordo, sono inaccessibili.

“Praticamente – spiega preoccupata una delle studentesse coinvolte nella prova – non si può fare nulla di ciò che facevamo fino a poche ore fa, come ad esempio scambiarsi impressioni su una lezione o darsi appuntamento con qualcuno”.

Il tentativo del professor Contento tuttavia è proprio quello di mettere i ragazzi in comunicazione fra loro e con il mondo attraverso metodi che non sono digitali, tentando di far scoprire loro alcuni lati del tempo e della vita completamente inattesi.

Per seguire l’andamento dell’esperimento è stata aperta la pagina Facebook “Social zero”, una sorta di diario dell’esperienza dove altri insegnanti racconteranno le giornate degli studenti senza l’utilizzo dello smartphone. All’iniziativa partecipa anche il professore stesso, che ha messo il suo smartphone nella scatola assieme a quello dei suoi studenti.

“In questi giorni – spiega l’insegnante – cercheremo di riempire le ore pomeridiane con attività all’area aperta e svago, oltre che con lo studio. Domani andremo tutti insieme a fare una passeggiata e dopodomani avremo un laboratorio di teatro”.

(di Giorgio Bernardini/ANSA)

Condividi: