Usa, Bernstein: “Caso Comey più pericoloso del Watergate”

Le leggendo del Washington Post Bob Woodward (S) e Carl Bernstein (D) EPA/ASTRID RIECKEN
Le leggendo del Washington Post Bob Woodward (S) e Carl Bernstein (D)
EPA/ASTRID RIECKEN

WASHINGTON. – Il siluramento del capo dell’Fbi, James Comey, che stava indagando sulle possibili collusioni tra l’entourage di Trump e i russi nelle elezioni, “è un momento potenzialmente più pericoloso di quello del Watergate”: parole del leggendario Carl Bernstein, il giornalista vincitore del premio Pulitzer insieme al collega Bob Woodward per aver rivelato i retroscena dello scandalo che portò alle dimissioni il presidente repubblicano Richard Nixon.

“Noi non sappiamo i fatti ma quello che sappiamo è che sembra che il presidente degli Stati Uniti stia facendo tutto ciò che in suo potere per impedire di conoscere i fatti, compreso il licenziamento del direttore dell’Fbi”, ha detto in una intervista alla Cnn, di cui è collaboratore.

”Quello che vediamo è che ad ogni svolta tenta di ostacolare la capacità di quelli che stanno investigando, inclusa la commissione del Senato”, ha aggiunto. Comparando la situazione attuale con lo scandalo che travolse Nixon, Bernstein ha evidenziato anche il differente comportamento dei repubblicani, che durante il Watergate – ha sottolineato – ”furono eroici: furono quelli che dissero ‘cosa sapeva e quando lo ha saputo?” e che sostennero l’impeachment di Nixon ”perché desideravano vedere servita la verità”.

Finora non c’è stato ”nulla di simile” da parte del Grand Old Party, ha osservato, riferendo che mentre ”numerosi” membri del partito criticano Trump in privato, la leadership conservatrice è rimasta silenziosa o lo sostiene.

Infine Bernstein sostiene che se Nixon ”fu un presidente criminale”, Trump ”è un presidente riguardo al quale c’è un importante interrogativo sulla sua idoneità e capacità di condurre la presidenza, e questo va di pari passo con il possibile insabbiamento della collusione con una potenza straniera”.

”Quello che ho sentito in privato da molte persone a Capitol Hill, deputati e senatori, è che dubitano della sua stabilità, onestà e idoneità per la carica”, ha concluso, osservando che ”l’ultima settimana lo ha dimostrato bene”.

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