La disoccupazione in Venezuela è arrivata al 10,5%

CARACAS.- Ecoanalitica calcola che la disoccupazione si aggiri sul 10,5% in netto contrasto con il 6% che presenta l’Istituto Nazionale per le Statistiche (Ine), ente ufficiale. Tra il 2000 e il 2016 sono rimasti senza impiego o senza alcuna attività produttiva ben sei milioni di persone. Ma è interessante analizzare che tipo di disoccupazione o di occupazione sta prevalendo nel paese.

Si sa che l’economia del paese è distorta e basata su fattori non produttivi. Questo è il caso dell’impiego “informale” che ha preso una nuova svolta. Se prima c’erano soltanto i venditori ambulanti ora si aggiungono anche i bachaqueros, nomignolo utilizzato per i rivenditori di beni a prezzi calmierati, che ricavano un grande profitto nella rivendita perché il prezzo di un bene, solitamente cibo, si può facilmente quadruplicare. Questa specie di “impiego” viene preferita ad un impiego regolare. È sicuramente meno faticoso e più proficuo di avere uno stipendio minimo che si dilegua con l’inflazione galoppante. Ma ovviamente aggiunge più distorsione ad un sistema economico già in ginocchio e basato sul totale controllo.

Il Pil del paese si è contratto del 15% negli ultimi anni. Prima responsabile della scarsa produttività del paese è la politica economica tracciata dal governo in maniera discrezionale e improvvisata, caratterizzata da un alto livello di intervenzionismo che non aiuta lo sviluppo del paese. In questa situazione è interessante notare, però, che un 80% degli impiegati si trova nel settore privato e non nel pubblico, malgrado gli ultimi due governi abbiano aumentato molto il numero di impiegati nell’ amministrazione pubblica.

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