Indagini in corso sulle manifestazioni violente: ecco i risultati presentati da Reverol

CARACAS. – Reverol ha dichiarato che il responsabile della morte del giovane Carlos José Moreno Barón, accaduta nel quartiere di San Bernardino in Caracas, il 19 aprile, è stata per mano di un poliziotto del municipio Sucre, Jonathan Camacho, alias “Jonathan 38”. Riguardo la morte di Diego Arellano, un biologo che manifestava in San Antonio, il Ministro ha spiegato che la causa è stata un pallino di metallo del diametro di 11 millimetri, e nel caso del giovane studente Armando Cañizales, lo scorso 3 maggio, è stato invece un pallino di 1.8 millimetri. Secondo Reverol, nelle proteste si stanno usando armi “fatte in casa” e chi ha sparato in entrambi i casi “doveva essere accanto alla vittima”.

Riferendosi a quanto accaduto ieri in Táchira, Reverol ha dichiarato che sono stati detenuti 6 paramilitari colombiani travestiti da Pnb venezuelani i quali, per di più, avrebbero fatto circolare foto e video per seminare il panico tra la gente. E sarebbero pure responsabili per gli atti vandalici contro beni pubblici.

Sulla situazione negli Altos Mirandinos, ha spiegato che l’intenzione di chiudere le strade non è quella di manifestare ma bensì di impedire che arrivino cibo ed acqua ai vicini municipi.

“Ci sono stati danni a negozi e al metrò di Los Teques, un montacarichi è stato utilizzato per impedire il libero transito”.

Ancora stamattina la zona si trovava martoriata da lacrimogeni.

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