Putin e Gentiloni spianano la strada agli affari

Pubblicato il 17 maggio 2017 da ansa

Gentiloni in Russia, accordo cooperazione tra Eni e Rosneft

SOCHI (RUSSIA). – Un’ora e mezza di bilaterale prima, un’altra ora a pranzo. A Sochi, sulle coste del Mar Nero, Paolo Gentiloni ed il presidente russo hanno parlato di tutto. Del prossimo G7, da cui Mosca è esclusa ma a cui ‘manda un messaggio top secret’, ha scherzato lo zar. Ma anche e soprattutto di affari.

Con l’Eni ed il suo ad Claudio Descalzi in prima fila. Pronta a estendere, con un accordo, la collaborazione con il gigante russo Rosneft e farsi corteggiare, insieme all’intero sistema energetico italiano, dallo stesso Putin per maggiori collaborazioni. Anche nei gasdotti, tiene a precisare il presidente russo, rilanciando il progetto “meridionale”, quel South Stream rimasto al palo.

Il clima, nonostante un cielo plumbeo che incombeva sulla dacia dove Putin ha accolto Gentiloni, è stato di grande collaborazione. Di “eccellenti rapporti” ha parlato il premier, che ha incassato anche un complimento scherzoso di Putin: “Da quando sei premier, il nostro interscambio è tornato a salire…”.

L’Italia vuole mantenere il dialogo con Mosca. Lo ha ribadito il primo ministro, premettendo, in tema di sanzioni, che “non si vuole assolutamente rompere con gli alleati Ue”, ma aggiungendo subito dopo che queste “non si rinnovano con il pilota automatico”.

Una posizione non nuova ma che rilancia la ricerca di una collaborazione e di un superamento dell’impasse, legato alla crisi ucraina, che passi per la “discussione” e per il rispetto dell’accordo di Minsk, che resta una ‘linea rossa’ anche per Roma.

Gentiloni sa bene quale sia “il ruolo chiave” della Russia sullo scacchiere internazionale, dove “serve una risposta comune alle minacce comuni”. E pur sottolineando di “sapere le cose che ci uniscono e quelle che ci dividono”, ha assicurato che “tener conto di un attore così importante è un dovere per chi preside il G7”.

Giro di tavolo, quindi, sulla questione siriana ma anche e soprattutto sulla Libia, su cui l’interesse è comune: arrivare ad una stabilizzazione e ad un’unità che coinvolga più fazioni possibili. Va “eliminata la politicizzazione delle nostre relazioni”, ha poi proseguito Putin, che non si è sottratto neanche ad una domanda sull’incontro Lavrov-Trump, elettrizzando la platea dei cronisti. Con anche il premier che sorrideva mentre lo zar annunciava “una tirata di orecchie” al suo ministro degli Esteri per non averlo informato degli strombazzati “segreti” appresi a Washington.

“Ringrazio Gentiloni e gli italiani per lo scambio tra i nostri due paesi”, ha poi detto Putin, tornando a parlare di un interscambio in ripresa, anche se ancora lontano dai livelli pre-2013. E ribadendo che “gli accordi raggiunti oggi favoriranno” questo obiettivo.

Oltre a quello dell’Eni, nella valigia di ritorno c’è anche un’intesa per Anas per la gestione autostradale di 300 km della tratta Mosca-Rostov, che potrebbe aprire le porte ad una più ampia collaborazione. E ancora l’ingresso nel mercato russo, accanto a Rosneft, di due imprese italiane attive nell’oil and gas oltre ad accordi nella ricerca e innovazione con il Politecnico di Torino.

Gentiloni torna a Roma sui dossier di casa e quelli europei (nei prossimi giorni è attesa anche una visita a Parigi da Macron) e chiude la sua missione in Cina e Russia. Può dirsi soddisfatto: Xi Jinping e Vladimir Putin gli hanno riconosciuto un ruolo di grande equilibrio sulla scena internazionale.

(dell’inviata Marina Perna/ANSA)

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