Trump vuole una Nato Araba contro terrorismo e Iran

Trump con il principe Muhammad bin Zayid Al Nuhyan of Abu Dhabi. EPA/Chris Kleponis / POOL
Trump con il principe Muhammad bin Zayid Al Nuhyan of Abu Dhabi. EPA/Chris Kleponis / POOL

WASHINGTON. – Sabato e domenica il presidente degli Stati Uniti Donald Trump sarà a Riad, in Arabia Saudita, prima tappa del primo viaggio fuori dagli Usa dal suo insediamento alla Casa Bianca. E in quella occasione svelerà il suo piano per quella che viene descritta come una sorta di ‘Nato araba’, per guidare la lotta al terrorismo nonché fare muro contro l’Iran. Lo scrive il Washington Post, affermando che il piano, descritto come una “architettura per la sicurezza nazionale”, vede un ruolo centrale per l’Arabia Saudita.

Secondo la ricostruzione fornita dal giornale, i contatti tra Washington e Riad sono stati avviati subito dopo l’elezione di Donald Trump alla presidenza, fino ad assumere i connotati di un vero e proprio negoziato, con l’impegno in prima persona di Jared Kushner – genero e fidato consigliere del presidente Trump – e del principe saudita Mohammed bin Salam, che non mancò di inviare tempestivamente una sua delegazione alla Trump Tower per incontrare Kushner e altri rappresentanti dell’ormai presidente eletto Donald Trump.

Un’opportunità abbracciata con entusiasmo da Riad e da Mohammed bin Salam, che vede e coglie con favore un’apertura dopo i rapporti freddi che hanno segnato gli anni dell’amministrazione Obama. Così tre settimane dopo l’incontro alla Trump Tower – scrive ancora il Washington Post – i sauditi erano pronti a dare il via al processo per potenziare le relazioni tra Washington e Riad e con proposte alla mano, per una maggiore cooperazione in tema di sicurezza, in campo economico e degli investimenti.

Da parte sua la squadra di Trump ha stilato e consegnato la lista delle sue priorità, quindi un appello al maggiore il coinvolgimento per contrastare l’estremismo islamico, ad intensificare la lotta all’Isis e a condividere il peso per garantire la sicurezza regionale.

Tra i risultati di questo ‘negoziato’ è perciò da considerarsi anche il possibile annuncio da parte del presidente Usa, a Riad nei giorni prossimi, di uno dei maggiori accordi sulla vendita di armi mai viso fin qui. Almeno ciò è nelle intenzioni del commander bin chief secondo quanto riferisce il Washington Post.

Intanto l’impegno su questo dossier va oltre la Casa Bianca strettamente intesa, Trump ha infatti voluto coinvolgere sul dossier diverse agenzie federali, e in particolare il segretario di Stato Rex Tillerson in prima persona. Uno degli obiettivi e’ delineare la traccia – e i principi fondamentali – per una coalizione di Paesi sunniti, possibile punto di partenza per una struttura successiva più formale con caratteristiche organizzative simili a quelle della Nato.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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