Russiagate spaventa: Milano -2,3%, tonfo Wall Street

NEW YORK. – La fiducia sembra svanita, le speranze riposte nella sua elezione evaporate. La bufera di critiche che fa tremare Washington e la Casa Bianca di Donald Trump non risparmia le borse mondiali. I listini, spaventati dall’incertezza, chiudono tutti in rosso dall’Asia all’Europa, dove Milano è maglia nera con -2,3%, appesantita dai finanziari.

Il trend al ribasso travolge anche Wall Street, che chiude in pesante calo archiviando la peggiore seduta del 2017. Il Dow Jones perde l’1,76%, in quello che è il calo maggiore da otto mesi. Il Nasdaq cede il 2,57%. Lo S&P 500 lascia sul terreno l’1,80%, la peggiore perfomance da settembre. Un tonfo legato anche all’indebitamento record delle famiglie americane, salito a livelli superiori a quello del 2008, prima della crisi finanziaria.

Il dollaro ripiega e brucia i guadagni accumulati con l’elezione di Trump. E’ fuga invece verso i beni rifugio, con l’oro che sale oltre l’1,7%%. La Fed alla finestra guarda: se l’incertezza e le tensioni dovessero continuare il rischio e’ che l’atteso rialzo dei tassi di interesse in giugno possa slittare.

A preoccupare gli investitori è il susseguirsi di scandali a Washington che vedono come protagonista Trump. Se non fosse bastata la condivisione di informazioni classificate con la Russia prima, ad agitare sono le indiscrezioni sulla richiesta del presidente all’ex direttore dell’Fbi, James Comey, di mettere fine alle indagini su Michael Flynn, l’ex consigliere alla sicurezza nazionale di Trump travolto dal Russiagate.

Rumors che se verificati potrebbero configurarsi nel reato di ostruzione alla giustizia e possibile impeachment. Un caso questo che rievoca il precedente di Richard Nixon. I paralleli fra le due presidenze si spingono al di là della politica e sono anche economici, con gli esperti che ritengono che se l’amministrazione Trump dovesse rivelarsi come quella Nixon, e quindi costretta a lasciare, gli investitori devono prepararsi a una correzione del 40%.

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