Manovra correttiva: Mpd minaccia, via voucher o addio maggioranza

Foto LaPresse - Sergio Agazzi25/02/17
Foto LaPresse – Sergio Agazzi25/02/17

ROMA. – Moltiplicare i fondi per le Province, accelerare i rimborsi Iva, incentivare le auto elettriche e il car pooling, detassare gli affitti delle Università, stanziare maggiori risorse per la ricostruzione post-terremoto. La manovra correttiva dei conti pubblici varata dal governo ad aprile di appresta a passare al vaglio della Camera e i gruppi parlamentari hanno già stilato la lista degli emendamenti segnalati, quelli cioè che da domani approderanno al voto della Commissione Bilancio.

Su questi piomba la minaccia di Mdp: se con gli emendamenti “si fanno entrare dalla finestra gli stessi voucher che sono stati fatti uscire dalla porta”, dichiara il capogruppo alla Camera, Francesco Laforgia, “noi faremo le barricate”, con la possibilità che il Movimento possa lasciare la maggioranza, come avrebbe detto la capogruppo in Commissione Bilancio, Tea Albini, al viceministro dell’Economia, Enrico Morando.

Sono stati presentati diversi emendamenti sul tema, aveva detto Cesare Damiano: “bisogna distinguerne il contenuto”, spiegando che quelli che non includono solo le famiglie ma anche le imprese vanno in una direzione sbagliata. Oltre ai temi già emersi finora, dall’eliminazione delle monetine da uno e due centesimi al libretto famiglia per sostituire appunto i voucher, Pd e maggioranza stanno concentrando l’attenzione su uno dei temi su cui il governo ha già mostrato disponibilità e che potrebbe quindi rientrare tra le modifiche al dl, quello dell’accelerazione dei rimborsi Iva.

Ad alzare la palla sono alcuni emendamenti identici che propongono di rendere la richiesta di rimborso mensile, anziché trimestrale. Allo stesso tempo i deputati chiedono semplificazioni in grado di bilanciare l’appesantimento di oneri derivante dall’estensione dello split payment. Altrettanto condivisa è l’esigenza di ridare fiato alle Province.

Una lista di 33 rappresentanti dem chiede di raddoppiare i fondi per quest’anno (da 110 a 220 milioni) e di portare da 80 a 480 milioni gli stanziamenti a decorrere dal 2018. Altri 28 deputati, questa volta trasversali (dal Pd a FdI) propongono invece di sospendere i tagli previsti dalla legge di stabilità del 2015, pari quest’anno a 3 miliardi di euro, per gli enti in dissesto finanziario.

Ap chiede di ridisegnare le accise sulle sigarette elettroniche mentre il gruppo Misto propone un fondo di 50 milioni di euro per ciascuno degli anni 2017, 2018 e 2019 da destinare alle agevolazioni fiscali per l’acquisto di auto elettriche e di colonnine per la ricarica e per la definizione di aree di parcheggio ad hoc nei centri storici. Numerose anche le segnalazioni sulla web tax, su cui il governo sembra intenzionato ad intervenire.

Rispetto agli emendamenti parlamentari, primo tra tutti quello del presidente della Commissione Bilancio, Francesco Boccia, il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, sembra però frenare. “Penso che il Paese debba affrontare il tema in modo organico, – ha detto – forse non facendosi prendere dalla fretta immediata”.

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