Pubblico impiego, la riforma da assenze a precari

Pubblicato il 19 maggio 2017 da ansa

Un dipendente ministeriale varca i tornelli d’ingresso a Roma in una foto d’archivio. ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

ROMA. – Ecco la riforma del pubblico impiego targata Madia, dalle novità in fatto di ‘pagelle’ a quelle sui controlli per chi si assenta. Con i decreti che hanno ricevuto il sì definitivo in Consiglio dei ministri, il Governo cerca così di tracciare un nuovo identikit del travet.

ASSUNZIONI MIRATE, TETTI PER IDONEI. Si passerà da un’impostazione rigida delle assunzioni, basata su piante organiche, a un modello che guarda alle esigenze concrete, impostato su programmi triennali e figure strategiche. Scatta un tetto per gli idonei nei concorsi (20% dei posti).

PIANO STRAORDINARIO PER PRECARI STORICI. Viene disegnata una roadmap, che si snoderà tra il 2018 e il 2020, per assorbire chi da tre anni, anche non continuativi, degli ultimi otto è a servizio della P.a. Per loro un doppio canale: chi è entrato per concorso potrà essere assunto direttamente mentre per gli altri ci sarà una riserva (50%) nelle future prove.

STOP PREMI A PIOGGIA MA SALTANO GABBIE SU PAGELLE. I contratti dovranno assicurare una differenziazione dei giudizi, per mettere fine a una distribuzione a pioggia dei premi. Saltano però i vincoli della legge Brunetta, che prevedeva una rigida divisione all’interno ogni amministrazione, per cui ci doveva sempre essere un 25% che restava a secco. I cittadini potranno dire la loro sulla qualità dei servizi e il loro giudizio conterà ai fini del ‘voto’.

SANZIONI PER FURBETTI DEL WEEKEND LUNGO. E’ affidata ai contratti la formula per colpire chi ‘marina’ puntualmente il lunedì e il venerdì o i casi di assenze collettive in date da ‘bollino rosso’ (dal G7 a quando scattano le iscrizioni alle scuole). Per frenare il fenomeno saranno anche messi freni a fondi per premi laddove risultino tassi di assenteismo sopra la media.

VISITE FISCALI A INPS, CONTROLLI A RIPETIZIONE. La competenza sugli accertamenti passa dalle Asl ai medici dell’Istituto di previdenza, con la creazione di un polo unico per pubblico e privato. Decreti attuativi garantiranno un’armonizzazione delle fasce orarie di reperibilità e dei criteri per una “cadenza sistematica e ripetitiva”. Saranno garantite le incompatibilità (tra controllore e controllato).

CHIAREZZA SU LICENZIAMENTI, MA SALVO ARTICOLO 18. Viene fatto ordine sui casi di licenziamento, dallo scarso rendimento alla cronica condotta illecita. I tempi per arrivare a decidere sulla sanzione restano a quattro mesi. Per gli statali resta intatto l’articolo 18. Viene però messo un tetto al risarcimento (massimo 24 mensilità).

UN NUOVO EQUILIBRIO TRA LEGGE E CONTRATTO. La legge diventa la cornice che fissa le regole generali, lasciando al contratto la possibilità di intervenire e di derogare alla legge quando questa dovesse invadere profili che riguardano il rapporto di lavoro pubblico (dalle sanzioni alla mobilità).

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