Bloccati da 26 anni in Italia, tornano a casa i marinai iracheni

Le fregate sequestrate
Le corvette sequestrate

ROMA. – L’hanno fatto, imperterriti per 27 anni, ma da ieri nessuno alza più la bandiera irachena a bordo delle due corvette ordinate da Saddam Hussein a Fincantieri e rimaste bloccate per così lungo tempo nel porto della Spezia, presidiate da un manipolo di marinai. Ora, finalmente, questa incredibile odissea – figlia dell’embargo Onu verso l’Iraq e di una successiva controversia internazionale – è finita: i militari iracheni, una dozzina, sono partiti per fare ritorno a casa e lunedì comincerà il trasferimento delle navi da guerra verso il porto di Umm Qasr, vicino a Nassiriya.

La notizia l’ha resa nota lo Stato maggiore della Marina italiana spiegando che “sono iniziate ieri le attività che porteranno, lunedì, all’inizio del trasferimento dalla Spezia verso il porto di Umm Qasr, in Iraq, delle due corvette Mussa Ben Nassair e Tariq Ibn Ziad, già battenti bandiera irachena ma rimaste in Italia dal 1990 per le conseguenze della risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu con la quale veniva vietata la vendita di armi o altro equipaggiamento militare all’Iraq a seguito dell’invasione del Kuwait e lo scoppio della prima Guerra del Golfo”.

Annullato l’embargo e risolte altre questioni diplomatico-giudiziarie, le corvette finalmente “potranno essere trasportate in Iraq”. Trasferimento che avverrà, stante le condizioni non ottimali delle due unità, attraverso la nave bacino norvegese ‘Eide Trader’. A precedere le navi sarà l’equipaggio, rimasto a bordo per un quarto di secolo, con turnazioni di mesi o anche di anni, a seconda delle variabili geopolitiche che hanno sconvolto l’Iraq.

All’inizio della crisi, nei primi anni Novanta, su ciascuna unità c’erano 50 marinai, ma col tempo gli equipaggi sono stati progressivamente ridotti. I militari rimasti a sorvegliare le due corvette, occupandosi soprattutto della loro manutenzione, non hanno mai avuto particolari restrizioni e sono sempre stati muniti di permessi di soggiorno.

Comandati da un ammiraglio e da un altro ufficiale, hanno vissuto quasi sempre a bordo, recandosi a fare la spesa all’esterno della base navale della Spezia, uscendo e rientrando senza che siano mai sorti problemi. Una delle due unità, piuttosto malridotte per la lunga sosta, fu anche portata in bacino di carenaggio per controlli e interventi di manutenzione.

In occasione della guerra del Golfo, nel 1991, le due corvette, sempre con a bordo gli equipaggi iracheni, furono spostate dal cantiere del Muggiano all’arsenale militare, per ragioni di sicurezza. Dopo l’11 settembre le misure di sicurezza furono rese più rigide anche nell’arsenale, dove, per un periodo, non furono ammesse le visite del pubblico.

Nei primi anni Duemila, a seguito del conflitto in Iraq, i marinai non se la passarono bene e usufruirono spesso a pranzo nella mensa dell’arsenale. In passato alcuni di essi erano stati raggiunti anche dalle famiglie, che avevano preso in affitto alcuni alloggi.

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