Torna l’obbligo delle vaccinazioni a scuola, denunce e multe

Pubblicato il 19 maggio 2017 da ansa

ROMA. – Disco verde del Consiglio dei ministri al decreto legge che reintroduce l’obbligatorietà delle vaccinazioni per l’iscrizione ad asili nido e scuole materne, ovvero nella fascia d’età 0-6 anni. Ma l’obbligo riguarderà, con modalità diverse, anche elementari, scuole medie e primi due anni delle superiori, fino cioè ai 16 anni dei ragazzi. In questo caso non si prevede il divieto di iscrizione a scuola, bensì sanzioni salate per i genitori, che andranno da 500 a 7.500 euro. Inoltre, il genitore che violi l’obbligo di vaccinazione è segnalato dalla ASL al Tribunale dei Minorenni per la sospensione della potestà genitoriale.

A diventare obbligatorie, a partire dal prossimo settembre, sono 12 vaccinazioni: le 4 già obbligatorie (antidifterica, antitetanica, antipoliomelitica e antiepatite virale B) alle quali si aggiungono anti-pertosse, anti-meningococco B e C, anti-morbillo, anti-rosolia, anti-parotite, anti-varicella e il vaccino contro l’Aemophilus influenzae.

Soddisfatto il primo commento del segretario del Pd Matteo Renzi su Fb: “Molto bene il Governo sui vaccini. È un passo in avanti nella giusta direzione. La salute viene prima delle polemiche di parte”. A spiegare la ratio del provvedimento, in conferenza stampa dopo il Cdm, è il premier Paolo Gentiloni: “Il decreto rende obbligatori una serie di vaccini che finora erano semplicemente raccomandati” ma “con modalità transitorie per consentire a famiglie e sistema di adeguarsi alla decisione senza traumi”.

Si è scelto di adottare un decreto sui vaccini, aggiunge, “perché nel corso degli anni la mancanza di misure appropriate e il diffondersi soprattutto negli ultimi mesi di comportamenti e teorie antiscientifiche ha provocato un abbassamento dei livelli di protezione vaccinale. E operiamo con un decreto anche perché negli ultimi mesi ci sono state diverse decisioni di Regioni su questo punto e il governo intende dare un indirizzo generale”. Insomma, ha avvertito, “l’obiettivo è quello di evitare che le difficoltà che oggi ci sono si trasformino in vere emergenze”.

In pratica, ha inoltre chiarito il ministro della Salute Beatrice Lorenzin parlando di un “calo della percezione del rischio anche per fake-news e movimenti no-vax”, la scuola “avrà l’obbligo di riferire alla Asl la mancata vaccinazione, l’Asl avrà l’obbligo di chiamare la famiglia e dare dei giorni per vaccinare. Se ciò non avviene c’è una sanzione molto elevata. E il controllo avviene ogni anno, non una tantum”. Il ministro ha annunciato che si sta valutando anche l’obbligo di vaccinazione per gli operatori sanitari, “aspetto che potremmo inserire nella fase parlamentare”.

Per il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, l’attuazione della nuova normativa “va fatta in modo tale che progressivamente e celermente si rieduchino le famiglie sull’importanza dei vaccini”.

Se il mondo della scienza plaude, un giudizio negativo arriva dal presidente del Veneto Luca Zaia, che parla di “un decreto fumoso, evidentemente frutto di una mediazione”, mentre il Codacons annuncia che impugnerà il provvedimento perchè “incostituzionale”.

(di Manuela Correra/ANSA)

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