Wikileaks svela Athena, malware della Cia per rubare dati

Pubblicato il 19 maggio 2017 da ansa

ROMA. – Nel giorno in cui Julian Assange inizia a sentire odore di libertà, Wikileaks pubblica un’altra ‘bomba’: è il progetto ‘Athena’, “realizzato dalla Cia” e in grado di attaccare i computer, penetrarli e utilizzarli a proprio piacimento. Per rubare dati, tracciare conversazioni e scambi file, tutto insomma. Il malware – scrive Wikileaks – è capace di attaccare tutti i sistemi operativi Windows, compreso quello di ultima generazione, Windows 10.

Ma da Redmond arriva una secca smentita: “Athena non sfrutta vulnerabilità di prodotti Microsoft”, “funziona solo in un sistema operativo che sia stato già compromesso con un attacco portato in un altro modo”.

Secondo i seguaci di Assange, invece, Athena è stato sviluppato dalla Cia nel 2015, in cooperazione con Siege Technologies, una ‘sedicente’ società di cyber sicurezza con sede nel New Hampshire. Windows 10 venne reso disponibile agli utenti proprio nell’estate di quell’anno.

L’australiano, parlando dal balcone dell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, ha definito la documentazione pubblicata “materiale nuovo e importante. E’ un sistema che penetra i pc, e tutti alla Cia sono interessati a queste cose”, ha detto il fondatore di Wikileaks.

“Le minacce a me e al mio staff non hanno avuto l’attenzione che dovevano avere”, ha poi aggiunto sibillino, volendo far intendere che sono proprio questi ‘leak’ a infastidire i suoi “nemici”. E la compagnia che avrebbe aiutato la Cia, spiega Wikileaks, “si occupa di tecnologie per la cyberwar”, la nuova frontiera degli 007 di mezzo mondo. “Con questi strumenti si combatte senza vittime civili collaterali”, scrive il fondatore di Siege Technologies in una email pubblicata da Wikileaks.

Quello odierno è il nono pacchetto di documentazione pubblicato da Wikileaks. Da marzo, il sito ha ‘svelato’ altri ‘programmi’, tutti “targati Cia”. Da “AfterMidnight and Assassin”, passando per “Archimedes”, “Scribbles”, fino all’inquietante “Year Zero”.

Sono gli strumenti della cyberguerra di Langley, assicura Wikileaks. Capaci di penetrare qualsiasi strumento elettronico, dai computer agli smartphone, fino ai televisori di ultima generazione: sarebbero queste le nuove armi dell’intelligence statunitense per portare a compimento i propri obiettivi.

In molti casi si tratta di programmi pensati per non essere rilevati dagli anti-virus e dagli anti-malware. In particolare, secondo gli esperti, quelli sfornati dal colosso russo Kaspersky Lab.

(di Claudio Accogli/ANSA)

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