Domani a Milano marcia pro-migranti, è scontro politico

MILANO. – La marcia “si fa”, ribadisce con fermezza il sindaco di Milano, Giuseppe Sala. Nata su ispirazione di quella “Vogliamo accogliere” di Barcellona, a febbraio, “Insieme senza muri” ha raccolto adesioni delle forze del centrosinistra e della sinistra (il Pd non porterà bandiere) associazioni di volontariato, sindacati, intellettuali, personaggi dello spettacolo, gente comune. Migliaia di persone unite dalla volontà di gestire un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione con lo spirito dell’accoglienza, “senza muri”.

Però, se già c’erano polemiche prima, dopo l’episodio in Stazione Centrale, la marcia pro-migranti è diventata campo di battaglia politica. “La marcia serve a far emergere quella parte del Paese che è silente, ma non ha nulla a che vedere con gli imprenditori della paura” ha commentato la presidente della Camera, Laura Boldrini, a Milano per la convention di Mdp.

Da un lato il sindaco Sala, che ha detto di voler marciare alla testa del corteo rivendicandone le ragioni. Dall’altra la Lega Nord, che alla vigilia chiede l’annullamento della marcia. “E’ una manifestazione a favore dell’immigrazione di massa – ha detto Matteo Salvini -. Una pagliacciata che rende contenti solo gli scafisti e certe cooperative. È un insulto ai poliziotti feriti, agli italiani aggrediti, agli immigrati regolari perbene e ai sette milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà”.

Manifestazione da sospendere anche per il presidente lombardo Roberto Maroni, e per il capogruppo di FdI in Regione, Riccardo De Corato: “Quella di domani sarà la parata della illegalità: clandestini, centri sociali, anarchici”. “Chi vuole vivere in una città di muri o in un Paese di muri? Non capisco il senso della richiesta”, ha tagliato corto Laura Boldrini.

Ma i centri sociali e le associazioni che si occupano di immigrazione e che si riconoscono nella piattaforma “Nessuno è illegale”, nel dirsi contro la Bossi-Fini si dicono anche contro il recente Decreto Minniti. Hanno fatto sapere che non intendono rimanere in coda al corteo e dicono no a “una sfilata filogovernativa, che metta in primo piano chi ha appoggiato e sostenuto queste leggi invise a chi parteciperà”. La Piattaforma aveva anche condannato il blitz delle forze dell’ordine in Centrale dello scorso 12 maggio.

Il questore di Milano, Marcello Cardona, non è preoccupato per eventuali disordini e la sua fiducia deriva anche dalla “presenza di figure istituzionali”. Tra queste il presidente del Senato, Pietro Grasso: per la seconda carica dello Stato “non bisogna enfatizzare un episodio per evitare di fare qualcosa che tutta Europa ormai sente e che dobbiamo far sentire anche a quella parte che non condivide”. Grasso ha sottolineato che l’aggressore “è un italiano”, e che dunque l’aggressione “ha poco a che fare con la manifestazione”. Anche Sala ha invitato ad analizzare “con lucidità” l’episodio in Stazione.

“Troppo comodo gettare la responsabilità sui migranti. Il criminale che ha accoltellato gli uomini delle forze dell’ordine è figlio di madre italiana e di padre nordafricano, ed è italiano a tutti gli effetti. Nello stesso tempo dico che la sicurezza è un elemento fondamentale nella vita di una città metropolitana come la nostra e su questo non arretreremo mai di un solo passo. Ringrazio le forze dell’ordine per l’enorme lavoro che stanno facendo”.

(di Stefano Rottigni/ANSA)