Posa della prima pietra del telescopio ottico più grande del mondo

SANTIAGO DEL CILE. – Conto alla rovescia per la posa della prima pietra del telescopio ottico più grande del mondo, destinato a cercare al di fuori del Sistema Solare i pianeti in grado di ospitare la vita. E’ destinato a diventare uno dei giganti dell’astronomia costruiti sulle Ande cilene dall’Osservatorio Europeo Australe (Eso) e si chiama E-Elt, acronimo che sta per ‘telescopio europeo estremamente grande (European Extremely Large Telescope).

La cerimonia che dà inizio alla sua costruzione è prevista il 26 maggio sul Cerro Armazones. E-Elt è già noto come “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”: un nome più che meritato, considerando che, con il suo specchio dal diametro di 39 metri, è almeno dieci volte più grande degli attuali telescopi più potenti: un primato che parla anche italiano.

L’Italia contribuisce infatti in modo importante a questa vera e propria impresa dell’astronomia sia con la sua ricerca, attraverso l’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), sia con la tecnologia, grazie al contratto, da 400 milioni di euro firmato tra l’Eso e il consorzio di aziende italiane ACe, composto da Astaldi, Cimolai ed EIE come subcontraente.

“L’E-Elt è un’infrastruttura scientifica di proporzioni gigantesche, il telescopio più grande e ambizioso al mondo”, ha detto il presidente dell’Inaf, Nicolò D’Amico. Le attese per il contributo che potrà dare questo strumento senza precedenti sono grandissime: “produrrà risultati eccezionali: siamo in un’epoca – ha aggiunto – in cui stiamo scoprendo migliaia pianeti esterni al Sistema Solare, molti dei quali si trovano a una tale distanza dalla loro stella da poter ospitare forme di vita. E’ quindi il momento di ottenere al più presto dati certi, ad esempio studiando la composizione chimica della loro atmosfera, ed E-Elt permetterà di farlo”.