La strage di Manchester covata per un anno, il cerchio si stringe

Pubblicato il 26 maggio 2017 da ansa

FOTO EPA/ANDY RAIN

LONDRA. – Nessuna ‘vendetta’ a caldo, né impulsi sanguinari improvvisi da cane sciolto. La strage di Manchester è stata preparata meticolosamente, con i crismi d’una vera organizzazione, e covata per un anno nella mente di Salman Abedi: il 22enne figlio di ex rifugiati politici libici in Gran Bretagna che lunedì si è fatto esplodere all’uscita del concerto d’Ariana Grande uccidendo 22 persone (7 i bambini), lasciandone altrettante sospese fra la vita e la morte e ferendone decine.

Le indagini non sono ancora riuscite a dare scacco matto a tutti i componenti della cellula che si presume abbia agito, ma sembrano aggiungere un tassello ogni giorno che passa: tanto da far evocare al numero uno dell’antiterrorismo di Scotland Yard, Mark Rowley, “progressi immensi”.

Mentre si stempera – anche al sole del G7 di Taormina, dove Theresa May incassa il sostegno di Donald Trump e degli altri leader – la tensione tra Gran Bretagna e Usa dopo la ripetuta divulgazione ai media da parte di 007 americani di informazioni riservate d’intelligence condivise fra alleati. E le successive scuse di Washington.

L’allerta nel regno resta intanto al livello ‘critico’ – il più elevato – e spunta qualche elemento d’allarme pure per episodi d’odio anti-musulmano moltiplicatisi fino a oltre 50 negli ultimi giorni nell’area di Manchester: opera di “una minoranza”, precisa il capo della polizia locale, Ian Hopkins, ma comunque preoccupanti e che “non saranno tollerati”.

Quanto al filone principale dell’inchiesta, il Times rivela che Abedi e chi lo ha aiutato avevano pianificato tutto. Un conto bancario era stato aperto e lasciato ‘dormiente’ già un anno fa, per essere poi usato per acquistare il materiale necessario a seminare la morte. E da mesi era stato affittato l’appartamento individuato come covo e luogo d’assemblaggio dell’ordigno fatale: una cosiddetta bomba all’acetone, imbottita di Tatp, esplosivo instabile, ma micidiale conosciuto come ‘la madre di Satana’ e divenuto atroce ‘biglietto da visita’, da Parigi a Bruxelles, delle missioni assassine di molti seguaci e simpatizzanti dell’Isis.

Quello stesso Isis che giusto oggi è tornato a farsi sentire in un appello alla “guerra totale in Europa” rivolto agli adepti in occasione del Ramadan. Non senza parole di lode per il massacro in Inghilterra: indicato ad esempio di “lavoro” ben fatto ed “efficace” contro un obiettivo, “i cosiddetti innocenti e civili”, rivendicato come meritevole di “ricompensa” da parte di Allah dopo “il martirio”.

Che il Califfato abbia ispirato o solo benedetto a posteriori il massacro di lunedì, del resto, poco importa. Ciò che conta è la natura ‘professionale’ dell’operazione, confermata ormai un po’ da tutto il contesto e da tutte le fonti informate.

Gli arresti compiuti a Manchester assommano a dieci, ma una donna di 34 anni e un ragazzo di 16 sono stati poi rilasciati senza accuse. Sotto chiave restano dunque 8 uomini, d’età compresa fra i 38 e i 18 anni, incluso un fratello maggiore di Salman Abedi, Ismail.

Fra loro ci sono “figure chiave” del presunto network terroristico, ha precisato Rowley a nome di Scotland Yard, senza tuttavia negare che alcuni complici manchino ancora all’appello, come ha scritto il Guardian. O garantire che la minaccia d’altri attacchi – dopo il ritrovamento nel covo di componenti per il confezionamento d’ulteriori bombe – sia disinnescata.

La ripresa della campagna elettorale britannica in vista del voto dell’8 giugno e il ritorno del tradizionale cambio della guardia a Buckingham Palace, sospeso negli ultimi giorni per precauzione, segnalano in ogni modo un inizio di normalizzazione. Cauta, peraltro, tenuto conto della complessità di un’indagine che si intreccia con un’inquietante e inedita pista libica.

Le ultime suggestioni al riguardo fanno riferimento al racconto di un amico di famiglia degli Abedi che riferisce di un primo viaggio in Libia di Salman, ancora minorenne, addirittura nel 2011. E di una sua qualche partecipazione alla rivolta anti-Gheddafi al fianco del padre Ramadan, vecchio oppositore del regime e sostenitore dichiarato, se non proprio militante, dei qaedisti del Libyan Islamic Fighting Group. Sotto l’ala protettrice, chissà quanto rimpianta, di Londra e Parigi.

(di Alessandro Logroscino/ANSA)

Ultima ora

05:24Molestie: New Yorker licenza corrispondente da Washington

WASHINGTON - Un'altra firma del giornalismo americano finisce nel turbine delle accuse di molestie sessuali: il New Yorker ha licenziato Ryan Lizza, corrispondente del magazine da Washington, dopo che una donna ha denunciato un suo comportamento inappropriato. Addebito che Lizza nega, sostenendo che la decisione di licenziarlo "e' stata fatta precipitosamente e senza una indagine completa dei fatti rilevanti". "Un terribile errore", ha aggiunto. Ma sia il prestigioso periodico che il legale della vittima hanno replicato che la descrizione degli eventi e' accurata.

05:21Usa: appello contro espulsione giornalista messicano scomodo

WASHINGTON - Il National Press Club e altri difensori della liberta' di stampa hanno lanciato un appello al governo Usa perche' conceda asilo al giornalista messicano Emilio Gutierrez, che rischia di essere espulso dopo essere fuggito una decina di anni fa in Usa per una serie di articoli contro la corruzione nell'esercito messicano. Gutierrez, che ha impugnato l'espulsione, teme di essere ucciso se rimpatriato in Messico, considerato uno dei Paesi piu' pericolosi al mondo per i giornalisti (finora 11 morti quest'anno).

05:16New York:Trump a Congresso,cambiare leggi immigrazione

WASHINGTON - Donald Trump, poche ore dopo l'attentato di New York, sollecita il Congresso a riformare le leggi sull'immigrazione "per proteggere il popolo americano". Prima di tutto, spiega in una nota, "l'America deve correggere il suo lassista sistema sull'immigrazione, che consente a troppe persone pericolose e inadeguatamente valutate di entrare nel nostro Paese".

01:02Calcio: Mihajlovic “Cercavamo risultato importante”

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - ""Non voglio entrare nelle decisioni arbitrali. C'è il Var e l'arbitro è andato a vedere. Voglio solo parlare della partita, cercavamo una grande vittoria e l'abbiamo trovata. Sono orgoglioso dei miei ragazzi": così il tecnico del Torino, Sinisa Mihajlovic a Premium dopo la vittoria all'Olimpico sulla Lazio. "Certamente l'espulsione ci ha aiutato - riconosce - ma anche nel primo tempo abbiamo creato tanto: la vittoria è meritata. Del resto non mi interessa, non ho mai commentato le decisioni arbitrali, ora con il Var è più facile". "La mia panchina era a rischio? Quando uno fa questo lavoro ogni settimana è a rischio. Ma io ho fiducia nella mia squadra, so come ci alleniamo e so che alla fine il lavoro paga sempre. La società comunque non mi ha mai fatto mancare la fiducia, queste sono solo voci per riempire i giornali. Ljajic "è andato in tribuna per comportamenti sbagliati. In settimana ha fatto cose che non andavano bene. Da lui mi aspetti un altro atteggiamento".

00:26Calcio: posticipo serie A, Lazio-Torino 1-3

(ANSA) - ROMA, 11 DIC - Il Toro sbanca l'Olimpico biancoceleste in un posticipo della 16/a giornata di serie A, imponendosi 3-1 su una Lazio che sperava invece di raggiungere la Roma al quarto posto. Una partita ricca di emozioni e anche di polemiche, segnata da una 'follia' di Immobile alla fine di un primo tempo già ricco di occasioni per entrambe le squadre. L'attaccante laziale, furente per un fallo di mano in area di Iago Falque considerato non da rigore dall'arbitro e per aver colpito subito dopo un palo, ha colpito Burdisso. Consultata la Var, Giacomelli lo ha espulso. La Lazio in 10 ha cercato di reagire mentre la Curva Nord si svuotava in segno di protesta contro il direttore di gara, ma in 19' ha subito tre reti da Berenguer, Rincon e del giovanissimo Edera, entrato poco dopo la rete del momentaneo 2-1 siglata da Luis Alberto. Il Torino, che veniva da quattro pareggi di fila, sale a quota 23, a -1 dal settimo posto in classifica occupato dal Milan.

23:49Ladro ucciso: archiviata l’accusa di omicidio

(ANSA) - MILANO, 11 DIC - Il gip di Milano Teresa De Pascale, come chiesto dalla Procura, ha archiviato l'inchiesta che era stata aperta per omicidio volontario a carico di Francesco Sicignano, il pensionato di Vaprio d'Adda, nel Milanese, che nell'ottobre del 2015 sparò ed uccise un ladro albanese che era entrato nella sua abitazione. Ad opporsi alla richiesta di archiviazione, formulata dai pm a fine maggio 2016 evidenziando la "legittima difesa", erano stati i familiari del giovane albanese chiedendo al gip nuovi approfondimenti.

22:50Bimbo di due mesi trovato morto in culla dai genitori

(ANSA) - CAGLIARI, 11 DIC - Era in culla e non respirava più. Così un padre e una madre, lui 39 anni lei 33, di Sant'Antioco, nel Sulcis, hanno trovato il corpo senza vita del figlioletto di soli due mesi. La tragedia, su cui stanno indagando i carabinieri, è avvenuta in una abitazione di via Matteotti, alle 18.30, orario in cui i genitori del piccolo hanno chiamato i soccorsi. Sul posto sono arrivati i medici del 118 che hanno solo potuto constatare il decesso. In via Matteotti sono poi arrivati i militari della Stazione che hanno raccolto le prime testimonianze. Dai primi accertamenti, non sarebbero stati riscontrati segni di violenza sul corpicino: si tende ad escludere l'azione di terzi. Il magistrato di turno ha comunque disposto il trasferimento della salma del piccolo al Policlinico di Monserrato dove sarà eseguita l'autopsia.

Archivio Ultima ora