M5S: Di Maio, candidato premier fa la squadra di governo

Nella foto: Luigi Di Maio (Debole/Bianchi/LaPresse)
Nella foto: Luigi Di Maio
(Debole/Bianchi/LaPresse)

ROMA. – Un M5s che si pone sempre più come forza di governo, accelera sulle elezioni anticipate e blinda il percorso verso le urne. E si lancia apertamente verso un accordo con il Pd sulla legge elettorale, mettendo a tacere i mal di pancia interni con una votazione lampo della base.

E’ una partita che vede sempre di più candidato leader Luigi Di Maio che scandisce i tempi per la corsa alle elezioni e avverte: “sarà il candidato premier a individuare i membri della squadra di governo. Cercheremo di mettere insieme le migliori energie di questo paese e persone in linea con il programma”.

La decisione è presa, il M5s non si farà trovare impreparato per la sua squadra come successo a Roma. Ma la scommessa di Di Maio sull’accelerazione al voto e il tentativo di accordo con gli altri partiti, lascia perplessa una parte del Movimento, che resta avversa ad intese con il “nemico”, non si fida, e teme di far finire il M5s stretto nella morsa di Renzi e Berlusconi.

“Pensiamo di dover continuare a offrire la nostra disponibilità al confronto, sempre che ci si muova all’interno di proposte in armonia con la Costituzione” scrive il M5s sul blog di Grillo dove spiega le ragioni per le quali ha accettato di discutere con il Pd. E dove lancia la consultazione lampo, domani e domenica, per andare al tavolo della trattativa proponendo un sistema sostanzialmente tedesco, con garanzie di correttivi che assicurino proporzionalità, uno sbarramento al 5% e, in caso, anche correttivi di governabilità.

Non precisamente quello che Luigi Di Maio prometteva poche ore prima in un’intervista al Messaggero: “Il nostro obiettivo è introdurre correttivi di governabilità per scongiurare inciuci. Chi vince deve poter realizzare il proprio programma”. Possibile che l’enfasi posta dal blog sul No alle “coalizioni elettorali, proporzionale rigoroso sulla totalità dei seggi della Camera e soglia di sbarramento al 5%” sia il risultato di un tentativo di agganciarsi il più possibile al “Democratellum” proposto nel 2014 dal Movimento e mettere a tacere i mal di pancia.

Ma i primi commenti sul blog sono allarmati: “Voterò no per un semplice motivo: niente trasformismo” scrive un iscritto. “Voterò NO a questa proposta. Siamo proprio fuori rotta!” avverte un altro. “Intimamente Costituzionale per me è solo il proporzionale. Gli sbarramenti sono antidemocratici” protesta un altro.

Anche il prof. Giannuli, di casa sul blog ed elettore del Movimento, critica la scelta di sedere al tavolo della trattativa. La logica dei progetti di riforma in discussione, dice, “si riduce ad un solo obiettivo: far fuori le opposizioni. M5s in primo luogo”. Per questo dà “per scontato” il No dei 5 Stelle: “Una linea diversa sarebbe un incomprensibile suicidio”.

E mentre Roberta Lombardi ricorda “le imbarazzanti riprese in streaming con Renzi che faceva il gioco delle tre carte con Di Maio e Toninelli” quando si parlò per la prima di legge elettorale, Nicola Morra avverte: “il Nazareno si prepara a risorgere. Lo scopo? Fare fronte comune per fermare il M5s”.

(di Francesca Chiri/ANSA)