Uber vince contro i taxi, via libera dai giudici

TORINO. – Uber vince contro i taxi. Il tribunale di Roma revoca l’ordinanza con la quale il 7 aprile scorso aveva bloccato su tutto il territorio nazionale i servizi Uber Black e affini, gli unici operativi in Italia. Un blocco che in realtà non era entrato in vigore perché la app era stata autorizzata a funzionare in attesa della pronuncia definitiva.

“Siamo davvero felici – commenta Uber – di poter annunciare a tutte le persone e agli oltre mille autisti partner, che potranno continuare a utilizzare la nostra applicazione in Italia. Ora più che mai è forte l’esigenza di aggiornare la normativa datata ancora in vigore, così da consentire alle nuove tecnologie di migliorare la vita dei cittadini e la mobilità delle città”.

Al suo fianco si schierano tutte le associazioni dei consumatori che sollecitano il governo ad approvare velocemente le norme sul comparto, contenute nel ddl Concorrenza. “Si tratta di una vittoria per i principi della concorrenza, ma soprattutto di una ulteriore sollecitazione affinché la politica metta mano a norme superate”, afferma Sergio Boccadutri, deputato del Partito democratico.

Protestano i tassisti che nei mesi scorsi sono scesi in piazza contro Uber. “La politica e i veri poteri forti hanno avuto la meglio. Un servizio completamente abusivo come Uber Black potrà continuare a operare in Italia. Non abbiamo parole per descrivere il nostro sconcerto”, commentano Federico Rolando, portavoce nazionale di Federtaxi e Alessandro Genovese, segretario di Ugl.

“Purtroppo nulla di nuovo. Il pronunciamento del Tribunale di Roma – afferma Nicola Di Giacobbe di Unica Cgil taxi – ancora una volta dimostra che la legge per gli amici si interpreta, per i nemici si applica. Ora più di prima è necessario che il governo e le parti sociali si schierino chiaramente o per un mercato con le regole che rispetta il lavoro o con le multinazionali del caporalato tecnologico”.

Per ora Unica Cgil taxi, Confartigianato, Uri e Uritaxi hanno sospeso lo sciopero contro il ‘decreto milleproroghe’ proclamato per lunedì prossimo perché sono stati convocati al ministero dello Sviluppo Economico. Il tribunale di Roma ha deciso con l’ordinanza di attuare la decisione del Parlamento di sospendere per tutto il 2017 alcune norme della legge sui taxi e sul noleggio con autista, con un emendamento firmato dalla senatrice del Pd Linda Lanzillotta e inserito nel cosiddetto ‘decreto milleproroghe’, sul quale avevano protestato duramente i tassisti.

Nell’ordinanza viene dichiarata l’insussistenza dell’obbligo di stazionamento all’interno della rimessa, l’insussistenza del divieto di stazionamento su suolo pubblico, l’insussistenza dell’obbligo di ricevere prenotazioni presso la rimessa. Punti importanti per Uber. Gli stessi giudici ribadiscono però “l’esigenza di un (urgente) intervento del legislatore finalizzato a una riforma complessiva della normativa del settore”.

(di Amalia Angotti/ANSA)