Mattarella elogia la ricostruzione dell’Emilia dopo il terremoto

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della visita alla scuola elementare "Dante Alighieri" (Foto Ufficio Stampa Quirinale)
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al termine della visita alla scuola elementare “Dante Alighieri” (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

PIEVE DI CENTO (BO). – Una “ricostruzione di grande successo”, un “messaggio di speranza nella vita e nel futuro”, un modello con “standard avanzati da estendere” al resto del territorio. Ma soprattutto una “riflessione” sull’impegno che tutti hanno prodigato per iniziare la risalita ripartendo dalla scuola e dai nostri figli. E non poteva dunque non iniziare dal paese che diede i natali a Pico della Mirandola, la visita che il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha voluto fare – a cinque anni esatti dalla seconda scossa che devastò l’Emilia – nei luoghi di quello che fu chiamato il ‘terremoto dei capannoni’.

Poche ore, ma molte emozioni, quelle spese dal Capo dello Stato tra Mirandola, nel basso modenese, e Pieve di Cento – una cinquantina di chilometri più in là – ma già in provincia di Bologna. Il suo primo pensiero, ovviamente, va alle 28 vittime del 29 maggio 2012. Ma subito dopo sottolinea l’importanza che ha avuto la programmazione della “rinascita” emiliana che ha fatto del “suo dolore il centro e il motore principale della ricostruzione”. Partendo dalla scuola.

E proprio dal polo scolastico di Mirandola è voluto partire per concludere la sua visita qualche ora dopo partecipando alla cerimonia di inaugurazione della Scuola della Musica di Pieve di Cento. “C’erano timori che il tessuto sociale e produttivo subisse ferite non rimarginabili e che ciò potesse portare una fuga” delle popolazioni, ammette Mattarella che così porge omaggio “alla caparbietà” emiliana e alla sua capacità “di affrontare l’emergenza”.

Un’emergenza che, avverte, è di tutto il “nostro fragile territorio” che in appena 8 anni è stato profondamente ferito da tre eventi catastrofici. Eventi “che ci impongono l’esigenza di curare il nostro territorio e di metterlo in sicurezza”.

Un ‘modello-Emilia’ da esportare, sembra quasi suggerire Mattarella che plaude alla ‘scalettatura’ degli interventi: scuola, servizi, lavoro, abitazioni ed, infine, i centri storici. Anche questi, assicura il capo dello Stato ma anche il presidente della Regione e commissario per la ricostruzione Stefano Bonaccini, vedranno rimettere al loro posto anche l’ultima pietra caduta. “Ma sono edifici vecchi – chiosa Mattarella – e sono più pazienti…”.

Ma manca poco, assicura Bonaccini che ha seguito passo passo – assieme anche all’ex premier Romano Prodi e all’ex presidente di Regione ed attuale commissario per la ricostruzione del Centro Italia, Vasco Errani (applauditissimo dalla platea) – tutta la visita del capo dello Stato. Ringraziando la stretta collaborazione tra Stato, tessuto economico, popolazione e volontariato. E rivendicando con “l’orgoglio dei fatti più che dei numeri, che qui le cose hanno funzionato”.

(dell’inviato Paolo Dallorso/ANSA)