Trump: “Totale fiducia in Kushner”. Ma è alta tensione

Jared Kushner in secondo piano, con il presidente Donald Trump . (ANSA/AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, File)
Jared Kushner in secondo piano, con il presidente Donald Trump .
(ANSA/AP Photo/Pablo Martinez Monsivais, File)

WASHINGTON. – “Ho piena fiducia in Jared Kushner”. Un breve commento affidato al New York Times e poco più. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump resta apparentemente granitico davanti alle ombre del cosiddetto Russiagate che si allungano sulla Casa Bianca e sulla sua famiglia. Il coinvolgimento del genero e suo fidato collaboratore nell’inchiesta condotta dall’Fbi interessata ai suoi contatti con rappresentanti russi crea però una tensione altissima nella Casa Bianca che nelle prossime ore tornerà ‘operativa’ dopo il viaggio all’estero del presidente e il lungo ponte del Memorial Day, e dalla quale dovranno uscire decisioni cruciali in una settimana che si prospetta chiave.
Trump ha passato la giornata tra presenze e commenti ‘ufficiali’ nelle commemorazioni per i caduti: una festività scandita da discorsi solenni nella consueta cerimonia al cimitero monumentale di Arlington, dove il presidente è rimasto ‘nelle righe’.

Il lavorio però non si ferma e mentre Kushner mantiene un basso profilo (“ma non molla” stando a fonti a lui vicine) Trump dovrà decidere come uscire dall’impasse. “Jared sta facendo un ottimo lavoro per il Paese. Ho totale fiducia in lui. – ha commentato Trump al New York Times – “E’ rispettato da tutti e sta lavorando a programmi che faranno risparmiare al Paese milioni di dollari. Inoltre, e forse cosa ancora più importante, è una gran brava persona”.

Il Russiagate soffia però sul collo della presidenza Trump e adesso anche su quello della sua famiglia e che il rapporto con Kushner possa incrinarsi non è escluso. Qualche segnale sembrerebbe essere già emerso nelle ultime settimane: il New York Times scrive che Trump non avrebbe affatto gradito il video circolato nelle scorse settimane che mostra la sorella di Kushner a Pechino menzionare a potenziali investitori cinesi per le aziende di famiglia il programma dei visti che agevola l’ingresso negli Usa per chi investe dai 500mila dollari in su. Gesto che per Trump ha violato due regole fondamentali: la prima è aver minato la sua stretta sull’immigrazione e la seconda aver approfittato della vicinanza al presidente.

Intanto il procuratore speciale Robert Mueller nominato per gestire l’inchiesta dell’Fbi lavora a ritmo spedito, riferisce il Wall Street Journal secondo cui dopo una sola settimana effettiva nell’incarico ha già squadra, budget e uffici. Anche Trump vorrà accelerare: così per il ‘rimpasto’ nella West Wing di cui si parla da tempo forse adesso il momento è davvero maturo, nel tentativo di arginare i danni.

Ci sono poi i dossier aperti su questioni chiave e su cui Trump potra’ pronunciarsi nei prossimi giorni con decisioni indicative della linea (e delle persone) a prevalere adesso nella Casa Bianca. A partire dalla decisione in tema di Clima, ovvero se respingere definitivamente o meno l’accordo di Parigi. Il commander in chief dovrà presto decidere anche il da farsi in Afghanistan, se inviare altre truppe e in quale misura e quale mandato.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)