Unico grado di giudizio a Strasburgo per il ricorso di Berlusconi

STRASBURGO. – Silvio Berlusconi ed il governo italiano si sono trovati d’accordo nel percorrere la via più breve, ma anche quella che non consente appelli, per arrivare a una sentenza definitiva sul ricorso del Cavaliere davanti alla Corte per i diritti umani di Strasburgo contro la legge Severino. L’appello di Berlusconi sarà esaminato in grado unico di giudizio, nella cosiddetta Grande Camera. Ma è difficile che i tempi di decisione della Corte coincidano con quelli delle tornate elettorali italiane, anche se la legislatura dovesse arrivare alla sua conclusione naturale.

“È improbabile che i giudici comunichino la sentenza entro febbraio 2018, più probabile che arrivi per l’estate” dichiarano fonti ufficiali della Corte, mentre in Italia già si parla di elezioni anticipate nel prossimo autunno. La Corte infatti ha ritenuto di dover trattare il caso come “non prioritario”.

Sul pronunciamento di Strasburgo, poi, grava la prassi della Corte che impone quasi il silenzio mediatico sulle parti in causa, ovvero l’ex Premier, l’avvocato che lo rappresenta, Andrea Saccucci, ed il governo. In base al regolamento della Corte, la stessa può adottare tutti i provvedimenti che ritiene più appropriati (compresa l’archiviazione per intralcio alla giustizia) nei confronti delle parti che divulghino informazioni importanti sul procedimento o non partecipino costruttivamente al dibattimento.

Il primo ad accettare la proposta della Corte di Strasburgo di affidare la decisione sul ricorso all’istanza più alta, detta Grande Camera, è stato Silvio Berlusconi. La settimana scorsa anche il governo ha ufficializzato il suo consenso. In “tempi molto brevi” la Corte assolverà il passaggio formale dell’affidamento del ricorso alla Grande Camera e successivamente saranno espletate le ulteriori formalità, a cominciare dalla nomina dei 17 giudici che la dovranno comporre.

La via dell’unico grado di giudizio abbrevierà i tempi per giungere alla sentenza definitiva. Il percorso resta comunque lungo. A incidere sui tempi, spiega la Corte, sono le procedure che devono essere seguite per il grado di giudizio più alto. E’ solo dopo la nomina dei giudici che la Corte potrà fissare la data per l’ unica udienza prevista dalla procedura.

“È molto probabile che l’udienza sarà fissata per dopo l’estate” indicano alla Corte, anche perché bisogna dare un congruo tempo alle parti di preparare la propria difesa, visto che non sarà possibile fare appello contro la sentenza. Infine tra l’udienza e la pubblicazione della sentenza, indica la Corte, trascorrono normalmente almeno sei mesi. A rallentare la procedura è anche il fatto che tutti i documenti devono essere tradotti nelle due lingue ufficiali, inglese e francese.

Intanto di apprende che la decisione del giudice italiano Guido Raimondi (attuale presidente della Corte di Strasburgo) di non pronunciarsi sul ricorso non inciderà sui tempi perché il suo sostituto è stato già nominato. Si tratta del giudice Ida Caracciolo.

(di Samantha Agrò/ANSA)