I 5 stelle si preparano al voto, diplomazia al lavoro

ROMA. – “Grandi, grandissime speranze”. E’ raccolto tutto in queste parole ‘rubate’ in un fuorionda che immortala in Vaticano Luigi Di Maio seduto accanto a Virginia Raggi, l’entusiasmo e l’ottimismo con cui il M5s affronta questa difficile partita che dovrebbe portare il Paese alle elezioni. E, nella loro speranza, il Movimento a vincere. “Finalmente li mandiamo a casa” sussurra il presumibile candidato premier del Movimento alla sindaca di Roma.

La quasi certezza della vittoria ha convinto i vertici del Movimento a velocizzare il cronoprogramma delle tappe verso il voto, con l’azzardo sulla legge elettorale, l’accelerazione sull’iter per l’indicazione del candidato premier, la costruzione della squadra e un’intensissima attività di propaganda in convegni, tv e iniziative.

C’è il terzetto Di Maio, Raggi con Riccardo Fraccaro in prima fila all’istituto patristico Augustinianum per consolidare le relazioni con il mondo cattolico. Poi sempre Di Maio e l’avvocato sempre più emergente Alfonso Bonafede, già ‘tutor’ dei grillini in Campidoglio, faranno “gli onori” di casa a Montecitorio dove hanno organizzato un ‘mega’ convegno sulla giustizia. Ottenendo la partecipazione di toghe del calibro di Piercamillo Davigo, per il quale i vertici del Movimento si dice sognino un impegno diretto in un governo pentastellato, di Nino Di Matteo, il pm del processo sulla trattativa Stato-mafia che Roma ed altri comuni pentastellati hanno insignito della cittadinanza onoraria.

E poi l’ex presidente della Consulta, Ugo De Siervo nonché l’ormai ex etolie del pantheon 5 Stelle, Raffaele Cantone. Un convegno “must” che dovrebbe costituire un nuovo capitolo dello sforzo di apertura e di recruiting fuori dagli ambienti del Movimento. Un intento avviato con il convengo voluto da Casaleggio ad Ivrea, passando per il confronto sul lavoro con Domenico De Masi e per quello sul ruolo della PA con l’economista teorica dello Stato innovatore, Mariana Mazzuccato.

Si vedrà presto quali ‘pesci’ resteranno impigliati nella rete stesa dal M5s per costruire la sua nuova classe dirigente per il governo e, grazie allo spoil system, nei gangli vitali dell’amministrazione. Per l’esecutivo i vertici del Movimento vogliono in squadra persone d’esperienza. A guidarli sarà un candidato premier per il quale devono ora essere accelerate le procedure di cooptazione.

“Ho sempre detto che sono disponibile: è chiaro che se cambia la data delle elezioni cambia anche il cronoprogramma” ha ripetuto Di Maio. La scelta dovrà essere fatta quindi in anticipo: candidato e squadra dovranno essere pronti per fine luglio e per sceglierli sarebbe stato commissionato un sondaggio di popolarità tra deputati e senatori. Oltre Di Maio e Di Battista, sarebbero in pista Roberto Fico, Danilo Toninelli, Alfonso Bonafede e ovviamente anche alcune donne, da Laura Castelli a Paola Taverna. Escluse dalle regole d’ingaggio le sindache in carica, deludendo chi aveva ‘fantasticato’ sulla candidatura di Chiara Appendino.

(di Francesca Chiri/ANSA)